sab

22

gen

2011

Comitato "avanti tutta".....la guerra delle cave, non ha mai avuto una tregua ...

Polo 12 California,Piumazzo

Egregio Sindaco,

 

nelle sue dichiarazioni sugli organi di informazione, (l’ultima l’abbiamo letta stamattina sulla Gazzetta di Modena) lei insiste sul fatto che la sua amministrazione avrebbe fatto “fino in fondo il proprio dovere” relativamente ai controlli sulle cave (http://www.lacarbonarablog.it/?p=11167).

Le rispondo solo al fine di salvaguardare almeno le nostre intelligenze che è l’ultimo baluardo vero che ci rimane per contrastare il potere dei politicanti e degli amministratori – a partire dal nostro pseudo primo ministro – fino ad arrivare all’ultima delle amministrazioni locali fra le quali possiamo sicuramente annoverare la sua.

Dalla sua dichiarazione alla Gazzetta, in risposta alla nostra offerta di finanziare sondaggi in tutta l’area estrattiva e non solo null’unico pezzo da voi sondato, ci risponde che trattasi di area privata: ma non è privata pure l’area in cui i sondaggi li avete fatti? (spero di non sentirla mai parlare di Berlusconi perché, anche se per altri argomenti, sta usando lo stesso indegno modo di argomentare).

Forse non ha letto bene: non chiediamo di entrare da soli, entrate voi, noi paghiamo le spese e indichiamo almeno la metà dei luoghi in cui sondare. Ho già detto queste cose, forse i giornalisti hanno travisato? Se così fosse, adesso sono chiaro?

Faccio per l’ennesima volta un po’ di cronistoria sperando che fra tutti i componenti la giunta ci sia qualcuno che voglia capire.

Già con l’amministrazione precedente erano state rilevate irregolarità (almeno sulle mancate opere) di circa 360.000 € sui tre principali soggetti presenti nelle cave. Abbiamo “urlato” inutilmente più volte di andare a prendere intanto questi soldi.  Poi avete fatto ulteriori indagini (grazie al fatto che vi stavamo col fiato sul collo) e avete realizzato che sulla cava Kiwi c’erano irregolarità (sempre solo sulle mancate opere) per una cifra che, da sola portava a 800.000 € (oibòh!), poi avete fatto qualche sondaggio (sempre e rigorosamente solo in una cava che, ricordiamo fa parte di un unico grande buco) a gennaio 2010 e qui, udite udite, avete avuto una prima sconvolgente (solo per voi) prova che (forse) potevano aver cavato a -17/18 mt., sono seguiti carotaggi che hanno CONFERMATO la quota e provato che nel materiale di riporto per richiudere il buco c’era anche qualche pezzo di plastica, materiale improbabile se ragionato a qualche centinaia di migliaia di anni fa. A questo proposito debbo dire che il Berlusca riuscirebbe ad inventare una possibile invasione di extra (terrestri): lui ha una marcia in più in queste cose!

 

complessivo 2006

Lei dice “se il Comitato  è a conoscenza d’irregolarità… le denunci alle autorità competenti”, ma voi non siete una “autorità competente”? Dobbiamo sempre andare dal Presidente della Repubblica?  Abbiamo prodotto foto prelevate da Google Heart (può chiederne la verifica al suo assessore Vigarani e anche a quello delle tecnologie avanzate Bertelli oppure guardarle sui giornali o nelle nostre bacheche) che, casualmente, sono state realizzate proprio durante gli scavi, si vedono i camion, le macchine operatrici, le rampe di risalita comuni… per TUTTI  i cavatori e si intravedono quelli che poi sono i buchi, quelli che voi avete verificato essere a -17,50 mt. Ci vergogniamo a produrle al Presidente, le produrremo invece alle scuole dell’infanzia e faremo un concorso per farci indicare dove sono presumibilmente i buchi, credo proprio che sarà sorpreso dai risultati! (faccio una piccola parentesi relativa a quando in Consiglio Comunale si parlò delle infiltrazioni dei Casalesi a Castelfranco e ricordo benissimo la sua risposta: “è competenza delle forze dell’ordine”… No caro sindaco, è assodato che una buona amministrazione sappia e quindi possa prendere precauzioni contro l’inserimento delle mafie in genere nel territorio!).

 

Le ripropongo le foto sperando che le capisca… o le voglia capire.  Un giorno faremo vedere gli incroci societari delle aziende cavatrici che operano sulla stecca del Panaro (dovrebbero averle pure i suoi assessori visto che sono cose pubbliche – Camera di Commercio – e capirete perché ci è venuto il dubbio sul perché stranamente i sondaggi sono fatti SOLO su questa cava: è l’unica non “imparentata” societariamente con i cavatori principali…). Ma sono sicuramente i cattivi pensieri di quei traditori che non votano più il PCI con tutte le sue evoluzioni dopo che hanno visto le cose un po’ più da vicino.

E pensare, caro Reggianini, che se è lì lo deve per una buona parte anche a noi che, insieme al comitato per l’Ospedale, abbiamo reso impresentabile alle elezioni il precedente sindaco Graziosi che avrebbe dovuto restare per il secondo mandato come dai patti politici.

Siamo ancora in attesa di un cenno di ringraziamento da parte sua!

Intanto un cordiale, ma non troppo, saluto

Enzo Rubbiani – presidente del Comitato Piumazzese NO alle CAVE

P.S. Leggendo qua e là si sente parlare sempre più dello scandalo cave in giro per l’Italia; la Regione Emilia Romagna, la Provincia e voi siete fra i pochi che non se ne accorgono….. Complimenti e auguri per le prossime !

 

 

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Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo