DOMENICA 9 OTTOBRE, FESTA DEL COMITATO BAZZANESE AMBIENTE E SALUTE

Il popolo dei NO CAVE continua a scendere in piazza, dopo quella di Piumazzo è la volta di Bazzano.

A due anni dalla "Fiaccolata per la Salute", dopo aver vinto un ricorso al TAR ... 
vogliamo vincere ancora, con l'aiuto di tutti, per il bene comune!......Leggi tutto.....

DIAMOCI UNA MANO

 Convegno
                         TRAVOLTI DA UN INSOLITO SVILUPPO
     Il consumo del territorio chiede il conto presso il teatro “La Venere”  V.Doccia 72, Savignano sul Panaro (MO)  MERCOLEDI 14 aprile ore 20:45
PROGRAMMA
TERRA: un bene comune da preservare
Dott. Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)
COSTRUIRE SENZA COSTRUIRE: fare, conoscere, cambiare
Arch. Giancarlo Allen, Segretario ANAB
(Associazione Nazionale Architettura Bioecologica)
Modera l’incontro il Geol. Marco Aleotti, Associazione Geologi nel Mondo
Nel clima di confusione e di anarchia progettuale che caratterizza il nostro paese, la programmazione urbanistica si è trasformata nel più potente strumento di speculazione economica, spesso svincolato da qualsiasi finalità sociale o dal miglioramento dello stato di benessere collettivo. Nella pianificazione delle amministrazioni locali continuiamo ad assistere ad un fenomeno d’incontinenza edilizia che alimenta una perseverante riduzione
del territorio rurale e lo sfruttamento inconsulto delle risorse naturali.
Possiamo accettare di compromettere il nostro futuro a beneficio di uno sviluppo fine a se stesso, senza progresso e senza qualità? Ci chiediamo perché non sia possibile praticare un’architettura che realizzi un dialogo ed un’integrazione ottimale con l’ambiente, e perché sembri ancora utopico amministrare con parsimonia il bene comune, senza sprecare risorse
non rinnovabili come il territorio, salvaguardando l’integrità dell'ecosistema anche a vantaggio delle future generazioni.
Il convegno affronta questi temi proponendo alcune esperienze di professionisti ed amministratori pubblici che si ispirano al cosiddetto modello della decrescita e che prefigurano alternative concrete al modo usuale di fare architettura e di pianificare e gestire il governo locale.

 

Organizzazione
Comitato Tutela Territorio di Savignano,
Comitato Bazzanese Ambiente e Salute, Comitato Piumazzese No Alle Cave,
in collaborazione con
Italia Nostra - sezione dei Castelli (Spilamberto), Legambiente - circolo di S. Cesario s/P, con il patrocinio del Comune di Savignano sul Panaro
Il Comitato Tutela Territorio di Savignano, il Comitato Bazzanese Ambiente e Salute, il Comitato Piumazzese No Alle Cave, in collaborazione con
Italia Nostra, sezione dei Castelli - Spilamberto, Legambiente, circolo di S. Cesario s/P, con il patrocinio del Comune di Savignano sul Panaro

7 settembre FIACCOLATA PER LA SALUTE

Dal Comitato Bazzanese Ambiente e Salute.
Gentili sostenitori e interessati ai temi dell'ambiente e della salute,come già saprete, i comitati di tutela ambientale di Bazzano, Savignano e Piumazzo,hanno deciso di intraprendere azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica,per contrastare l'entrata in funzione dell'impianto di asfalto sul confine  Bazzano-Savignano.
L'obiettivo è quello di evitare che i fumi, con emissioni cancerogene,tossiche e irritanti,avvelenino ulteriormente l'ambiente circostante ai luoghi di vita di molte migliaia di persone.
Chiediamo dunque che questi impianti vengano costruiti lontano dai centri abitati e dalle colture agricole, impiegando il massimo sforzo tecnologico per ridurne le emissioni,aspetti che non sono stati considerati per l'impianto in questione.
 
Giovedi 20 agosto si è tenuta una Conferenza dei Servizi per decidere il futuro di questo impianto, alla quale hanno parteciperanno ARPA, USL e Provincia di Modena.
Abbiamo quindi inviato a loro una lettera aperta 
ai seguenti tre indirizzi di uffici competenti al rilascio delle
autorizzazioni al funzionamento dell'impianto.
 
 1) ipvignola@ausl.mo.it <mailto:ipvignola@ausl.mo.it> Al Dirigente Responsabile della Commissione Per i Nuovi Insediamenti Produttivi
 dell´AUSL di Modena,Dipartimento Sanità Pubblica, Sede di Vignola, Servizio Igiene Pubblica,Controllo Rischi Ambienti di Vita,V. Libertà 799 - 41058 Vignola
 
2) eori@arpa.emr.it <mailto:eori@arpa.emr.it>
Al responsabile di ARPA del Servizio Territoriale Distretto Sassuolo Vignola,V. Claudia 186 - 41053 Maranello,

 3) rompianesi.g@provincia.modena.it
 <mailto:rompianesi.g@provincia.modena.it>
Al Direttore Area Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Modena, Servizio gestione Integrata Sistemi Ambientali,V.le Jacopo Barozzi 340 - 41100 Modena
  
 ipvignola@ausl.mo.it
eori@arpa.emr.it
rompianesi.g@provincia.modena.it
 
 

LETTERA APERTA
Ai-Dirigenti-ARPA-AUSL-Provincia.doc
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Lunedi 7 SETTEMBRE 2009: FIACCOLATA PER LA SALUTE

Volantino_Fiaccolata-7settembre_Page_1

I Comitati di Savignano, Bazzano e Piumazzo, organizzano una FIACCOLATA PER LA SALUTE (scarica il volantino) con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento prodotto da impianti nocivi, come quello dell’asfalto sul confine Bazzano-Savignano. La fiaccolata CONGIUNTA, tra le popolazioni dei diversi comuni del territorio, partirà davanti all’impianto dell’asfalto, alle ore 21:00, per raggiungere la piazza di Magazzino, nella quale si svolgerà un dibattito pubblico. Ulteriori indicazioni logistiche nei prossimi giorni.

Vogliamo fare chiarezza sul problema una volta per tutte!  PARTECIPATE NUMEROSI!

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Dalle 20:30 alle 20:50, presso la nostra sede in via Ugo Bassi ,ci saranno automobili a disposizione per chi voglia partecipare.

LA BACHECA

PERCHE' COMITATO

..NON SOLO CAVE..

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Email:info@comitatonoallecave.com

 

 

IL LIBRO DEGLI OSPITI

 

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COMITATI AMICI

UNA LIBERA INFORMAZIONE

LA NOSTRA POLITICA

Firma la Petizione

"ANDIAMOCI SOTTO"

Per sempre amici......

Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI....