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30

ago

2009

SFALCI E PULIZIE

Piumazzo 30 luglio 2009    

                                    Al                       Sig. Sindaco

                                   Agli Assessori     Massimiliano Vigarani

                                                                 Carlo Alberto Bertelli

                                   Alla                       Giunta  tutta

 

 

 

Oggetto : Sfalci e pulizie

 

Il Comitato scrivente Espone ai destinatari quanto segue:

 

A fine 2008 - inizio 2009 il citato sig. Bertelli,  a più riprese,  fece una “denuncia giornalistica” relativamente alla pulizia di un fosso sito a fianco della Via Emilia,  scandalizzandosi per il fatto che i Coltivatori o comunque i frontisti non recuperassero le bottiglie di plastica che gli automobilisti poco civili  gettavano (e sicuramente continuano a gettare ) nel fossato stesso.

Qualcuno probabilmente sussurrò al Bertelli che il problema del recupero delle bottiglie  non era dei coltivatori e/o frontisti ma bensì dell’ANAS, in quanto i frontisti sono solamente tenuti a sfalciare i fossi almeno due volte all’anno (maggio e ottobre - ndr) ma non necessariamente a ripulire gli altrui rifiuti.

 Da allora rivolse le sue inutili lamentele all'ANAS.

 Sempre l’allora Consigliere Bertelli ( sensibile  alla pulizia , all’ordine e al territorio ) fu promotore della disposizione (civilissima) a non spargere volantini pubblicitari in funzione di non lordare i suoli pubblici.

Peccato che quando si trattò di votare il PAE sia stato uno dei primi ad alzare la mano (ha votato a favore di buchi orrendi !  Gli si era già esaurita  la sensibilità per il territorio ).

 L’attuale Assessore al Territorio(Vigarani per intenderci) , nel perorare la causa dei buchi, promise che (da Assessore) ci avrebbe messo la faccia.

Le cave di Piumazzo sono le peggio (non) manutenute della zona, non si ricorda a memoria uno sfalcio e una pulizia  lato via Muzza Corona. Da queste voragini e da questi argini sta uscendo ormai di tutto da rifiuti di ogni genere a  dai topi  e bisce enormi ! (C’è già chi ha evidenziato questa situazione in comune senza ricevere la minima risposta.) Nessuno si pone il problema di chi deve vivere a bordo cava.

Il Sig Bertelli,  cosi come tutti gli altri “ amministratori” avrebbero  il dovere di conoscere tutto il territorio che “amministrano” e non solo il fosso che osservano passando in macchina…sulla via Emilia.  Il sig Bertelli cosi come tutti gli altri ( quelli del Si )  prima di votare a favore di quel folle piano cave avevano almeno il dovere di andare a vedere e cercare di capire  per cosa stavano votando.

All’assessore Vigarani, diciamo  che con questa nostra segnalazione ( pur essendo un suo dovere)  stiamo chiedendo di fare applicare ai cavatori ciò che viene normalmente  richiesto ai coltivatori che hanno la sfortuna di avere un fosso in confine con delle strade  o all’interno del loro podere.

Per non avere ancora agito, non  ha  nemmeno  la scusante  dei costi per la Comunità.

Ricordiamo  al sig. Vigarani che  oltre ad un problema di ordine, di pulizia  e di rispetto del territorio, esiste un problema  di pericolosità a causa della scarsa visibilità,  che in questi anni di totale abbandono si è venuta a creare in quella zona,  per chi si immette sulla via Muzza Corona da via Arboreo e da via Salvetto.

Caro Assessore,  davvero e nonostante tutto, da Lei qualcosa ci aspettavamo ( aveva dichiarato che ci avrebbe messo la sua faccia)  ma se questa è la faccia che ci mette nelle  piccole cose, cosa possiamo  mai aspettarci dalla sua faccia su quanto avete deciso dovrà avvenire  ?

 

A tutta la Giunta :  ci rendiamo disponibili ad accompagnarvi per tu Tour   “bordo Cave” e  se  volete Vi organizzavamo noi l’evento , nel frattempo Vi sollecitiamo comunque  a passare di lì.

 

 

In attesa di una immediata risoluzione del problema porgiamo i nostri migliori   Saluti

          

  Il Presidente del Comitato Piumazzese NO alleCAVE

                                                                                                                                                    Enzo Rubbiani

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo