mar

13

ott

2009

Da una lettera di un amico ne pubblichiamo il contenuto

Questa pagina è dedicata alla pubblicazione di una lettera inviata da un amico, dove descrive episodi realmente accaduti resi noti da varie testate giornalistiche. 

 

L'infiltrazione della criminalità organizzata a Castelfranco Emilia è sempre più evidente.
Riporto un elenco di episodi avvenuti negli ultimi anni nel territorio di Castelfranco Emilia e zone limitrofe.

13 Settembre 2006, il sindaco di Vignola Roberto Adani riceve una busta con un proiettile ed una lettera di minacce. Provincia di modena 

Il 7 Maggio 2007 l'imprenditore edile Giuseppe Pagano di origini campane viene “gambizzato” a Riolo di Castelfranco Emilia.
Si scoprirà che il ferimento è avvenuto ad opera del clan di Francesco Schiavone, detto «Sandokan», capeggiato a Modena dal boss Raffaele Diana.
Gli esecutori dell'agguato verranno individuati e catturati nei mesi successivi e infine nel 2009 verrà arrestato anche il boss Raffaele Diana. 
Sassuolo2000 Caserta sette

30 Novembre 2007, sparatoria tra 2 imprenditori edili casertani residenti a Castelfranco Emilia e Guiglia, entrambi finiscono feriti alle gambe.
La causa del litigio, a quanto dicono gli interessati, sembra essere un debito di 300 euro.
Uno dei 2 è stato poi arrestato assieme al fratello per detenzione illegale di armi. 
L'Informazione

2008 Pentimento del boss Domenico Bidognetti, racconta la storia della infiltrazione della camorra nel territorio di Bologna, Modena, Reggio, Parma a partire dagli anni 80.
Si inizia con bische e racket, a partire dal 95 le estorsioni che prima riguardavano solo imprenditori di origine campana vengono estese agli imprenditori emiliani.
Si passa poi ad edilizia e costruzioni.
I camorristi ottengono dalle ditte che vincono gli appalti delle grandi opere quote di lavoro e mazzette. 
Sono spesso le stesse ditte che hanno vinto appalti nel territorio campano e hanno ricevuto”servizi” dai camorristi: sicurezza, manodopera a basso costo e pace sindacale. 
L'espresso 

25/06/2008 Massimo Mezzetti consigliere regionale di sinistra democratica, impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, riceve busta di minacce con 2 proiettili L'Informazione blogMezzetti

13/07/2008 Castelfranco Emilia, Via Parmigianino: Incendiati due veicoli, un camion e una passat, proprietà di un imprenditore edile originario del casertano. Si ipotizza intimidazione verso l’imprenditore.L'Informazione

Dicembre 2008, Arresti e denunce per 7 campani accusati di estorsione, verso cantieri edili di Castelfranco Emilia, Castelfranco, a Mirandola e San Dalmazio di Serramazzoni. L'Informazione

08/03/2009 Particolarmente grave il caso di Alberto Crepaldi membro della segreteria modenese PD di Modena e dirigente della Confesercenti.
Viene minacciato con una busta con 2 proiettili ed una lettera minatoria in seguito ad un articolo scritto nel suo blog, in cui segnala la sottovalutazione da parte degli amministratori locali della penetrazione dei casalesi nel settore dell'edilizia.
Al di là della solidarietà formale vive una condizione di isolamento.
Deve dimettersi dal PD a causa di una incompatibilità con il suo ruolo nella confesercenti ma viene poi licenziato anche da confesercenti, anche se i vertici dicono che l'articolo non c'entra.
Il PD non lo candida alle elezioni amministrative. 
Blog Crepaldi Il Fatto

24/04/2009 Il segretario nazionale Fita Cna (associazione imprese di trasporti) Giovanni Montali lancia l'allarme per infiltrazioni mafiose in edilizia e cave.
Riporto un brano riportato in un articolo de l'Informatore del 24 aprile 2009;
Pensi, anche rispetto all’Emilia, alle cave di ghiaia.Cave che magari hanno 10 veicoli,che magari fanno del “conto terzi”abusivo,o che magari trasportano altra roba oltre alla ghiaia.. 
L'Informazione 

15/07/2009 44 ordinanze di custodia in carcere tra Caserta e Modena dovuto a 3 inchiesta partite dalla gambizzazione di Giuseppe Pagano.
Fatto particolarmente inquietante: 6 degli arrestati erano degli affiliati al clan di origine modenese.
Le accuse sono di estorsione e gioco d'azzardo.
Esponenti del clan di Francesco Schiavone, detto 'Sandokan', eseguivano estorsioni. 
Caserta sette

Luglio 2009 Sequestro di beni per mezzo milione di euro al clan di Vincenzo Zagaria a Caserta, Castelfranco Emilia e Cavezzo Bolognanotizie

16/09/2009 Assalto alla caserma dei carabinieri di Sant'Agata per liberare il nipote di un boss.
Gianluca Simonetti, 22enne nipote del capoclan ergastolano Luigi Venosa viene arrestato per aver pestato assieme a 2 amici, un senegalese.
Parenti e amici circondano la caserma.
Devono intervenire rinforzi da Bologna e San Giovanni e Borgo Panigale. 
Il Fatto

L'amministrazione di Castelfranco Emilia è pienamente consapevole del pericolo rappresentato dall'infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio?
Quali misure ha preso o intende prendere in futuro per arginare questo fenomeno?
Con l'approvazione da parte del parlamento dello scudo fiscale arriverà in Italia un fiume di danaro di origini poco chiare che si riverseranno almeno in parte nell'economia legale, aspettiamoci di vederne anche qui gli effetti.
La camorra, a giudicare dagli episodi riportati, è già ampiamente presente nel settore edilizio.
E' stato valutato il pericolo che si inserisca anche nel grande affare delle cave?
Sappiamo quali devastazioni ha prodotto nel territorio di origine di queste organizzazioni l'affare cave più smaltimento illegale dei rifiuti tossici.

Claudio C.


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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo