mer

05

mag

2010

ASSEMBLEA NO NUCLEARE

8 maggio - Trino Vercellese: assemblea no nucleare

movimenti

8 Maggio, Assemblea Pubblica a Trino presso l'Audiorium delle Scuole Medie "Famiglia Tricerri" di via vittime di Bologna 4, alle ore 14.

La questione nucleare si impone alla discussione dell'opinione pubblica oggi più che mai, per le scelte di un governo privo di capacità di progettazione di una ricerca.

Una ricerca che permetta al nostro paese di uscire dal cappio dei combustibili fossili ma contemporaneamente di non finire in quello ancor più stretto dell'uranio (materiale in via di esaurimento).

Il nostro paese per queste scelte governative rischia di rientrare nel tunnel nucleare dopo esserne uscito con il referendum del 1987.

Le scelte che ci vengono imposte per decreto parlano di almeno 4 nuove centrali, di militarizzazione delle aree prescelte per la loro costruzione ed imposizione delle centrali qualora le amministrazioni locali facessero resistenza.

Nonostante siano passati 20 anni dalla fine della passata febbre atomica ci troviamo ancora oggi con tutto il carico di vecchi impianti e scorie che pesano come macigni sulle spalle di piccole realtà che hanno vista compromessa la salute e la vita sociale da scelte di politicanti senza scrupoli.

Le scelte che indichiamo sono quelle nel campo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, favorendo la ricerca e sopratutto un futuro senza tutto quello che vuole dire un ritorno al nucleare.

A livello nazionale abbiamo deciso da tempo di ripercorrere la strada del Coordinamento Antinucleare-Antimperialista che riuscì a potare le varie soggettività, che 20 anni fa si muovevano contro l'energia padrona, ad essere determinante nel perseguire l'obbiettivo di uscire dal Nucleare in quegli anni, anche se ne uscimmo in parte, aimè non possiamo che sottolineare quanto vi sia la necessità di ritrovarsi oggi, di fronte alla situazione che si è venuta a creare pensiamo che sia venuto il momento di indire un assemblea in quello che potrà essere uno dei siti per il rilancio del nucleare da parte del Governo in quel di Trino Vercellese.

L'assemblea vorrà essere un momento di confronto con le varie anime che pongono centrale questa lotta, nonostante esse siano nate con il riferimento ad altri scempi perpetrati, vedi Tav, Dal Molin, ponte sullo stretto di Messina, inceneritori, cave, F35, rigassificatori, acqua, ecc, che continuano ad attaccare la nostra salute, l'ambiente e sopratutto la nostra voglia di poter decidere quale deve essere il nostro futuro. Sarà importante per tutti noi, ed in particolare per quelle realtà presenti sul territorio piemontese, iniziare a collegarsi ed organizzare momenti di lotta, come del resto tutti abbiamo fatto fino ad oggi, nelle varie tipologie per respingere l'individuazione di un eventuale sito in quel di Trino, senza dimenticare tutte quelle lotte che si trovano in territori come Saluggia e Bosco Marengo che ancora devono fare i conti con la presenza di quella che è stata l'esperienza passata del Nucleare nel bel Paese, molti sono i pericoli che hanno fatto tremare le popolazioni che si trovano intorno ai siti.

Questo appello è rivolto in particolare a quelle che sono le realtà che si muovono nel territorio piemontese, ciò non vuole assolutamente escludere quello che c'è al di fuori di esso ma anzi crediamo che anche la Lombardia e la Liguria si trovano nelle stesse nostre condizioni come del resto chi più e chi meno nelle altre Regioni, ma si vuole certamente coordinare per quello che riguarda le iniziative in Piemonte.

Cosa importante sarà capire quali realtà si stanno muovendo nei territori e le varie iniziative programmate, così da iniziare a praticare la strada dell'opposizione a quelle che saranno le scelte di questo governo e delle lobby interessate al rilancio.

L'Assemblea si terrà a Trino l'8 di Maggio, alle ore 14. Verrà fatto il punto sulla situazione attuale e su questa riga si aprirà l'assemblea agli interventi di chi ha deciso di opporsi al nucleare senza se e senza ma! Chiunque voglia aderire lo può fare inviando un email all'indirizzo: nonuke@hotmail.it.

Coordinamento Nazionale Antinucleare (salute, ambiente, energia)

Interventi di:
  • Comitato di Saluggia "Cittadini contro il Nucleare)
  • Giorgio Ferrari (Ex dipendente Enel settore nucleare-Coordinamento Nazionale Antinucleare Lazio)
  • Angelo Baracca (Docente di Fisica presso l'Università di Firenze)

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo