ven

16

lug

2010

C'ERA UNA VOLTA A CASTELFRANCO,IL "NOSTRO" OSPEDALE....!!!

            

Con l’Ospedale e il Pronto Soccorso difendiamo i Cittadini

 

Credevamo che coi due sindaci precedenti si fosse toccato il fondo, ma temiamo che il nuovo sindaco saprà fare di peggio. Il sindaco Galetti nel 97 aveva accettato il massacro del nostro Ospedale, allora tra i più efficienti e il più a norma della Provincia; ridussero le ottime Chirurgia e Ortopedia a 15 letti indistinti, e avevano deciso di ridurre a 15 letti anche il fondamentale reparto Medicina! Il reale bisogno di ricovero e cura li costrinse a fermarsi agli attuali 40 letti, sempre insufficienti per ammissione della stessa Ausl.

Ma il Partito Dominante voleva e ancora sembra voglia ridurre l’Ospedale di Castelfranco a poco più che una riabilitazione/cronicario/casa della salute, per finanziare coi nostri soldi e riempire coi nostri malati quel baraccone sbagliato e dispendioso di Baggiovara.

Ora iniziano in Provincia le trattative per l’assetto futuro degli Ospedali.

LE NOSTRE PROPOSTE: la Medicina sia portata ad almeno 60 letti, in due distinte sezioni, uomini e donne; e la Riabilitazione Cardiologica a 30 letti; insieme alla Cardiologia Ambulatoriale e con 2 Cardiologi in più facciano di Castelfranco un vero “Ospedale del Cuore” dove un Cardiologo sia sempre presente e la Terapia Intensiva sempre attiva; uno Specialista e almeno 10 letti siano aggiunti all’Area Chirurgica per una maggiore e continua attività; sia garantito l’organico della Terapia del Dolore; un Radiologo e un Tecnico siano aggiunti alla Radiologia per tagliare i tempi di attesa e avere un Tecnico reperibile giorno e notte.

NON SERVE ALTRO MA SIA SUBITO RIAPERTO IL PRONTO SOCCORSO DI NOTTE !! NON COSTA NIENTE

Ma Castelfranco sarà rappresentato a Modena dal sindaco Reggianini; quando gli abbiamo presentato le nostre proposte ci ha detto che le terrà.. sotto al cuscino.. come inizio non è male. Immaginiamo la fine.

L’altro sindaco, Graziosi aveva accettato tre anni fa la chiusura del Pronto Soccorso di notte: siamo l’unica Città al mondo, unico Distretto in Emilia Romagna, senza un Medico dell’Emergenza di notte e senza un Primo Intervento sempre aperto. In molti Cittadini, noi come sempre con loro, firmammo per la riapertura. Il sindaco prese le 9000 firme e le chiuse in un armadio.. meglio del cuscino.

Di giorno hanno continuato ad essere soccorsi oltre 8000 Cittadini all’anno, ma dove sono andati i 5000 all’anno che erano soccorsi di notte? Tra questi un 3% a bassa sintomatologia, perciò venuto coi propri mezzi, avrebbe rivelato essere un infarto o un ictus, da inviare a Modena, solo se fosse stato visitato da un Medico dell’Emergenza: quanti di questi (oltre 10 ogni mese) si saranno salvati e quanti continueranno a morire fin che il P.S. resterà chiuso di notte? Ma l’Ausl dichiara che il 93,4% dei pazienti di un Pronto Soccorso possono essere soccorsi da… “una Coop di medici di famiglia”. !!! ??? Siamo terrorizzati.

Per definizione i medici di famiglia possono curare solo i casi impropri di un P.S.: il 20% di “codici bianchi”.

I Medici di Famiglia facciano i medici di fiducia e di famiglia, soprattutto dove mancano: nelle frazioni.

E l’emergenza la facciano Medici e Infermieri dell’Emergenza in un Pronto Soccorso sempre aperto e in una ambulanza che parta da Castelfranco, non da lontano con raddoppio del tempo di percorrenza.

CASTELFRANCHESI, UNIAMOCI E DIFENDIAMOCI ! UNIAMOCIE DIFENDIAMOCI !

 

 

 

 

Il gruppo consiliare “FRAZIONI e CASTELFRANCO”:

Silvia Santunione Ermete M Campedelli

PAL...Rassegna stampa 6-7-8 agosto

IL NOSTRO OSPEDALE HA UN PAL SULLA TESTA...

Martedì 13 luglio,si è tenuto l'unico e ultimo incontro, con i cittadini per definire quale sarà il futuro del nostro ospedale. Nella sala della biblioteca erano presenti pochi cittadini, di cui una parte sembrava essere ultras di una squadra calcistica pronti a sostenere le proprie simpatie politiche, l'altra parte, in prima fila e parte seconda erano schierati compatti, il gruppo consigliare di maggioranza, e nelle restanti seconde e parte terza quelli di minoranza, ma i cittadini......dove?

audio integrale dell'incontro...

Locandina informativa dell'incontro

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI....