dom

08

ago

2010

GRANDE COMUNE CONTRO piccola provincia

La guerra del bitume continua...tutti lo vogliono ,ma nessuno ci mette la firma sulla sua sicurezza....

Bersaglio di accuse (l'ultima in ordine di tempo di Confapi) per presunte gravi responsabilità nella vicenda dell'impianto di bitume al Polo 11, oggi l'amministrazione comunale di Savignano ha voluto chiarire la propria posizione.

 

Il comune di Savignano non ci sta e, per tutelare la reputazione dell'amministrazione di fronte a quelle che definisce gravi ed infondate offese, ha deciso di dare incarico ai propri legali di agire nelle sedi giudiziarie, portando alla loro attenzione tutto il fascicolo riguardante la vicenda degli impianti realizzati presso il Polo 11. “Perché – ha spiegato questa mattina il Sindaco, affiancato da alcuni rappresentanti della sua giunta – non possiamo accettare di venire accusati di negare la libertà d'impresa e di inerzia nelle procedure, quando il certificato di agibilità è solo l'ultimo passaggio di una serie di atti, tecnici e non politici, a cui la proprietà dell'impianto, la calcestruzzi Vignola, deve rispondere. E mentre il fronte del no, ovvero i cittadini che si oppongono all'entrata in funzione dell'impianto, si allarga, il primo cittadino di Savignano fa sapere di essere disposto a trattare, valutando la possibilità di trovare una diversa localizzazione dell'impianto, magari in cambio di un ampliamento della capacità estrattiva.

 

articolo QuiModena  di Elena Benassi.

...GUARDATE E IMPARATE, QUESTO E' UN SINDACO.....

Dopo i sindacati , anche la provincia si pronuncia favorevole e insistente nel far partire l'impianto di bitume....ma Caroli e la sua Giunta non si lasciano domare....quello che fa è il volere della gente che lo ha incoronato primo cittadino, quello che fa, è difendere il nostro territorio da speculatori e politici di carriera ....

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Commenti: 5

  • #1

    kredon (domenica, 08 agosto 2010 12:14)

    una cosa non capisco, come fanno a fare cassa 27 operai o addirittura rischiare il licenziamento, di una costruzione industriale che non ha ancora avuto i permessi per iniziare a lavorare? è come pensare di costruire una azienda e mettere in cassa gli operai che in un futuro ci dovrebbero lavorare..è una considerazione "futuristica" o "ASSURDA"?

  • #2

    Enrico (domenica, 08 agosto 2010 13:36)

    Grazie Caroli, resista, cosa possiamo fare per aiutarla?
    Salve, sono un cittadino come tanti.
    Non riesco davvero a capire al di la’ di ogni commento politico come si possa difendere un disastro ambientale.!!
    Resto sempre piu’ stupito dalla ignoranza della gente e dalla superficialita’ ma non in senso cattivo.
    Ormai certa gente pensa quello che gli altri gli vogliono fare pensare …..
    Un impianto di bitume non produce fumi per aereosol per curare la tosse, non produce acqua da bere come se fosse di sorgente, il bitume non vine trasportato da piccioni viaggiatori ma da centinaia di camion che inquinano e mettono in pericolo le strade dove girano i bambini in bicicletta.

    Non ho altre parole, auguro a chi ha scritto che non ci sono problemi in altre parti di abitare di fianco ad un impianto di bitume e di fare giocare i propri figli in mezzo all’aria tossica e di essere preoccupato tutte le volte che un figlio prende la bicicletta per andare in strada perche’ c’ e’ la fila dei camion per strada.

  • #3

    Enrico (domenica, 08 agosto 2010 13:38)

    Facciamo qualcosa ... non lasciamoci soppraffare ...
    una manifestazione, una gita, un ritrovo ...
    ma facciamo qualcosa ...

  • #4

    Enrico (lunedì, 09 agosto 2010 11:26)

    Grazie Caroli, grazie, e ancora grazie.

  • #5

    kredon (martedì, 10 agosto 2010 10:09)

    come può una amministrazione permettere che costruiscano un impianto cosi impattante, vicino a delle abitazioni, e ancor più grave senza tenere conto che l'impianto è adagiato dentro a una cava con i camini che arrivano a piano campagna....e i fumi dove andrebbero? l'ho chiesto a mia figlia di 5 anni , e mi ha risposto esattamente,....solo degli stupidi o menefreghisti osano......FORZA CAROLI RESISTI..!!!

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI....