dom

24

ott

2010

24 OTTOBRE, DEPOSITATE LE 401 FIRME, ALL'UFFICIO PROTOCOLLO

Consegna della "istanza dei cittadini ai sensi dell'art.16 dello Statuto del Comune di Castelfranco Emilia in materia di controlli in cava "San Giacomo" -Polo 12 "California"

Due settimane di attesa e un definitivo "NO" per la presenza del Sindaco, non ha scoraggiato una piccola delegazione di cittadini, che si è recata sabato mattina a consegnare le 401 firme raccolte in poco più di un mese, per la istanza denominata "ANDIAMOCI SOTTO". Evidentemente gli impegni del sindaco Reggianini, o dell' assessore all'ambiente Vigarani, a cui era stata richiesta presenza, non ha permesso a questa piccola delegazione cittadina, di consegnare per mani le firme raccolte.

Solo dopo una attesa perdurata una decina di minuti nella stanza "vuota" della segreteria, forse preso da un senso di responsabilità, si è presentato l'assessore al bilancio (al quale non aspettava incombenza) Sabattini, che si è fatto carico di questa testimonianza, prendendo in consegna i fogli dei 401 firmatari che hanno aderito all'istanza. Naturalmente la freddezza fa da padrona in questi momenti, fa intuire l'interesse e la sensibilità che l'amministrazione pone verso alcuni cittadini, colpevoli di manifestare preoccupazioni per la salute del territorio di oggi e quello futuro. 

Successivamente le firme sono poi state depositate all'ufficio protocollo.

Sabato 23 dicembre assieme ad una decina di persone mi sono recato presso il comune di Castelfranco Emilia per consegnare 401 firme raccolte tra i cittadini.

Le firme sono state raccolte in calce alla petizione “Istanza dei cittadini ai sensi dell'art.16 dello Statuto del Comune di Castelfranco Emilia in materia di controlli in cava "San Giacomo" -Polo 12 "California".

Noi chiediamo che il comune esegua adeguati controlli nel sottosuolo della più vecchia cava di Piumazzo tramite carotaggi fino alla profondità raggiunta dallo scavo che è di circa 20 metri, nonostante le autorizzazioni prevedessero una profondità massima di 10.

Vogliamo escludere rischi per le falde e rischi per i cittadini che frequenteranno l’area della cava dopo il promesso recupero naturalistico.

È noto che la cava è stata usata in passato come discarica.

Da 2 settimane era stato chiesto al sindaco la disponibilità ad accogliere la delegazione, ma lui non ne ha trovato il tempo.

Ad accoglierci una desolante scrivania vuota, quella della segreteria del sindaco.

Dopo un’attesa di dieci minuti un gentilissimo impiegato, su richiesta della delegazione ha cercato un assessore disponibile, per questo è entrato in una piccola stanza che, da quel che si è intravisto era colma di persone, somigliava tanto ad un rifugio.

Alla fine la delegazione è stata ricevuta dall’assessore al bilancio Sabattini che con senso di responsabilità si è reso disponibile nonostante la questione non fosse di sua competenza.

Io mi rendo conto che un sindaco abbia un gran numero di impegni, ma se avesse fatto lo sforzo di ritagliare una decina di minuti per accogliere una rappresentanza di oltre quattrocento cittadini, avrebbe dimostrato una apprezzabile sensibilità nei confronti dei cittadini che si preoccupano della salvaguardia del territorio della salute pubblica.

Alla fine ho consegnato le firme all’ufficio protocollo.

 

Claudio Carini

 

 

Documento protocollato il 23-10-2010

copia del documento originale copia del documento originale

Testo dell'istanza approvato da 401 cittadini

ISTANZA DEI CITTADINI

AI SENSI DELL'ART. 16 DELLO STATUTO

DEL COMUNE DI CASTELFRANCO EMILIA

- Con delibera di Giunta comunale n. 80 del 20/4/2010 è stata approvata una variante non sostanziale al progetto di coltivazione e sistemazione della cava “Rondine” del Polo 12 “California”.

- Relativamente all'area “San Giacomo” di cava Rondine il progetto prevede un recupero naturalistico con bosco, prato, percorsi pedonali, panchine e la realizzazione di un bosco-frutteto caratterizzato dall'impianto di alcune varietà antiche e autoctone di melo (“meleto”), accompagnate da altre rosacee da frutto e fiore.

- Negli intenti dell'Amministrazione l'area così recuperata dovrà poi avere, oltre ad una funzione didattica, una “funzione pubblica” (così espressamente, pubblicamente e ufficialmente dichiarato nel Consiglio Comunale del 6 maggio 2010) e sarà destinata ad una successiva fruizione ed uso pubblico.

- I lavori di recupero dell'area “San Giacomo” sono già in corso e devono essere terminati entro il 31/12/2010.

- L'area di cava Rondine “San Giacomo” è stata destinata in passato a discarica di tipo A e comunque è fatto notorio l’effettivo utilizzo di tale area come discarica.

- Risulta altresì che nell’area di cava “San Giacomo” sia stata raggiunta una profondità di scavo attorno ai 20 metri circa (anziché i 10 metri autorizzati dall'allora vigente pianificazione), come peraltro espressamente riconosciuto da un funzionario della Provincia di Modena (dott. Barelli) nella Commissione Consiliare n. 4 tenutasi in data 2/11/2009.

- Tale circostanza trova documentale conferma nella relazione tecnico illustrativa facente parte del progetto presentato dalla ditta cavatrice proprietaria dell'area (Granulati Donnini) per ottenere nell'anno 2005 l'autorizzazione agli scavi. In tale relazione si legge che nella cava “San Giacomo” si erano raggiunte grandi profondità di 16/18 metri.

- Considerando che nella zona dell'area di cava “San Giacomo” le falde hanno raggiunto livelli inferiori ai 14 metri dal piano di campagna, eventuali materiali indesiderati da anni potrebbero anche avere raggiunto le falde.

- Poiché l'area di tale cava “San Giacomo” così recuperata dovrà avere una funzione pubblica con pubblica uso e fruizione è interesse collettivo e diffuso conoscere se in tale area di cava sono stati effettuati i necessari e puntuali controlli per verificare se trattasi di area bonificata e senza rischi di inquinamento o altri pericoli per quanto possa eventualmente essere stato sotterrato nel sottosuolo e comunque in relazione all'avvenuto utilizzo della stessa come discarica.

- Ai sensi dell’art. 16, comma 1, dello Statuto del Comune di Castelfranco Emilia (approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 86 del 23/5/2000 e successive modificazioni) cittadini singoli o associati possono presentare al comune proposte, istanze, anche rivolte a promuovere assemblee pubbliche, domande di informazione, a tutela di interessi pubblici o di interessi diffusi o collettivi.

- I cittadini di seguito firmatari, utilizzando lo strumento di cui al sopraindicato articolo dello Statuto Comunale, sono pertanto a rivolgere al Comune di Castelfranco Emilia (MO) la seguente istanza:

si chiede se il Comune di Castelfranco Emilia abbia effettuato i doverosi, accurati e capillari controlli nel sottosuolo di cava “San Giacomo”, in corso di recupero, attraverso carotaggi quantomeno fino alla profondità di scavo (20 metri) che risulta essere stata raggiunta nella cava suddetta.

In caso di risposta positiva, si chiede di conoscere gli esiti di tali controlli , anche attraverso l’esibizione della relativa documentazione attestante i controlli stessi.

In caso di risposta negativa, si chiede che il Comune di Castelfranco Emilia provvedaurgentemente a effettuare un controllo capillare e diffuso nell'area di cava “San Giacomo” attraverso carotaggi con sistema GPS che raggiungano quantomeno una profondità di 20 metri al fine di verificare, a tutela dell’interesse collettivo della cittadinanza che potrà usufruire di tale area,, la situazione nel sottosuolo della stessa.

Castelfranco Emilia, 17 settembre 2010

 

articoli stampa "informazione"

Scrivi commento

Commenti: 0

  • loading

LA BACHECA

PERCHE' COMITATO

..NON SOLO CAVE..

Newsletter

Email:info@comitatonoallecave.com

 

 

IL LIBRO DEGLI OSPITI

 

eterna un tuo commento....

COMITATI AMICI

UNA LIBERA INFORMAZIONE

LA NOSTRA POLITICA

Firma la Petizione

"ANDIAMOCI SOTTO"

Per sempre amici......

Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI....