lun

22

nov

2010

NON SOLO CAVE.....

NESSUNO TOCCHI L'OSPEDALE E IL PRONTO SOCCORSO..

Dopo la distruzione delle campagne tocca all'ospedale Regina Margherita che rischia l'abbandono....

L’ospedale di Castelfranco Emilia serve ben 70.000 abitanti eppure in questi anni è stato ingiustamente privato di un normale Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Intervento, che da oltre due anni è chiuso alla notte. Prima della chiusura notturna il Punto di Primo Intervento svolgeva una importante funzione di primo soccorso e di “filtro” per problemi di ridotta gravità che qui potevano essere curati. Con quale disgustoso cinismo si continua a puntare il dito contro i “codici bianchi”, ovvero persone che si recano al pronto soccorso e, buon per loro, non viene riscontrato nulla di grave. Nota Bene: i codici bianchi pagano il ticket. Prima della chiusura notturna chiedevano soccorso a Castelfranco in media 8-9 cittadini per notte, con punte di 20-25 (dati Ausl). I cittadini del Distretto Sanitario di Castelfranco sono stati così costretti a spostarsi verso il Policlinico, Bazzano o Vignola e verso la lontana Baggiovara. 
E’ inaccettabile perdere un servizio importante come il pronto soccorso notturno di Castelfranco per tagli alla spesa sanitaria ed essere poi costretti a spostarsi in cerca di cure col rischio di ritrovarsi in coda presso un altro pronto soccorso, sovraccarico, perché in quell’ospedale non si è investito nel personale. Nessuno nega che Baggiovara sia un Ospedale all’avanguardia ma sarà ben difficile convincere migliaia di castelfranchesi e sancesaresi a raggiungerlo quando la fantomatica “rete” dei nostri amministratori significa, molto concretamente, strade intasate e sistemi di trasporto pubblico problematici soprattutto per gli anziani. Se questa è la “rete” che hanno predisposto i nostri amministratori sinceramente, stando così le cose, non ci va di finirci in mezzo.
La Costituzione sancisce la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività” ed impegna chi ci amministra a farsene carico.
In previsione del prossimo Piano di Azione Locale sulla sanità, ai nostri Amministratori chiediamo più coraggio e rispetto nei confronti dei 9000 cittadini che hanno sottoscritto una petizione per la riapertura del pronto soccorso di notte ed il potenziamento dei reparti dell’Ospedale di Castelfranco. Anche il nostro gruppo consiliare si unisce ai 9000 cittadini la cui voce rischia di non essere ascoltata. Chiediamo una prova di democrazia reale: vengano potenziati i reparti e venga riaperto il pronto soccorso di notte: le apparecchiature e gli strumenti presenti sono perfettamente adeguati, gli stessi che di giorno. Basta tenere aperte le porte dopo le 20!
Una politica di tagli che comporti la riduzione dei servizi e del personale negli ospedali è inaccettabile perché andrebbe a ripercuotersi su chi ha bisogno di cure e si trova in una condizione di debolezza e sofferenza. E’ civile una politica che non tutela chi è più debole?

LA VERA STORIA ......

Roberto Tosi scrive la vera storia dell'ospedale Regina Margherita ora sfogliabile anche on -line

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo