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26

nov

2010

COMUNICATO STAMPA "LISTA CIVICA FRAZIONI E CASTELFRANCO"

audio intervento Silvia Santunione commissione straordinaria 24-11-2010

Comunicato stampa Lista Civica FRAZIONI E CASTELFRANCO 26/11/2010

 

C'è bisogno di salute (prevenzione), ma anche di sanità (diagnosi e cura).

E' fondamentale il come (qualità delle prestazioni), ma è importante anche il dove (vicinanza e contiguità al territorio e alle persone).

Questi sono elementi sostanziali di una sanità pubblica che possa dirsi veramente tale.

Questo deve valere per la prevenzione, gli accertamenti, le cure e il soccorso.

Dal Consiglio Comunale del 24 novembre è uscito un documento contenente le linee programmatiche e le istanze che il Sindaco di Castelfranco, quale membro della conferenza socio sanitaria, porterà avanti in sede di pianificazione sanitaria provinciale, laddove cioè si prendono le decisioni per la nostra salute e la nostra sanità per i prossimi anni.

Il documento, nella sua originaria versione proposta dalla maggioranza, seppur con linee guida per noi condivisibili (anche se generiche), aveva un “buco” su un tema per noi imprescindibile: non prevedeva infatti la riapertura notturna del pronto soccorso, ma solo il mantenimento dell'apertura diurna dello stesso (così come avviene oggi).

Ora, grazie ad un nostro emendamento, in quel documento si insiste anche per il ripristino della continuità assistenziale 24 ore su 24 del Punto di Primo Intervento di Castelfranco Emilia, cioè per la riapertura notturna del pronto soccorso.

Per il bene dei cittadini, sarebbe stato utile e auspicabile (come ho dichiarato in Consiglio Comunale) giungere, su tematiche così importanti quali la salute e la sanità, ad un documento unitario per dare al Sindaco, che dovrà rappresentare i cittadini nella conferenza sanitaria, un mandato forte e condiviso (così come altri comuni hanno fatto).

E' il Sindaco (non noi, ma neppure la Lega, il PDL o il Comitato Liberi di Scegliere) che andrà nelle opportune sedi a portare le istanze per la sanità a Castelfranco. Con l'emendamento da noi presentato al documento nel Consiglio Comunale di mercoledì, tra queste istanze vi sarà anche quella della riapertura notturna del Punto di Primo Intervento.

Al documento, completato in questo modo, noi abbiamo ritenuto oggi di poter dar credito perchè crediamo possa corrispondere all'interesse e al bene dei cittadini per salute e sanità.

La Lega e il Pdl, che urlano a gran voce “tradimenti” e incoerenza, hanno votato contro.

Contro un documento che, grazie alla nostra proposta, ora (e per la prima volta) prevede anche di insistere per la riapertura notturna del pronto soccorso. Una cosa è certa: il pronto soccorso non lo riaprono certamente la Lega e il PDL, con il loro NO!

Non sono entrata in nessuna “tenda”, ma anzi vado fiera della libertà di voto che il nostro essere civici ci dà. Perchè quando riteniamo di fare l'interesse dei cittadini, NOI possiamo votare (e votiamo) anche a favore di un ordine del giorno della maggioranza. Noi, a differenza di chi ci attacca, abbiamo interessi non politici, ma civici.

Noi, in questo modo, ci siamo realmente impegnati nella battaglia per il rilancio dell'ospedale e per la riapertura notturna del pronto soccorso, esattamente come ho affermato a gran voce al Consiglio Comunale e come continuo anche ora a affermare, così peraltro mantenendo fede alle promesse elettorali.

Parlare oggi di chiusura diurna del pronto soccorso e “morte” dell'ospedale è una mera, strumentale, propaganda politica che fa un processo alle intenzioni. E io sono abituata a fare processi su fatti. Non su intenzioni.

Ad onor del vero, anche l'ordine del giorno di Lega e Pdl andava nel senso, da noi sempre voluto e sostenuto, di riqualificazione e potenziamento dell'ospedale e riapertura del pronto soccorso 24 ore su 24 e così pure gli emendamenti presentati da Lega e Pdl alla mozione del PD. I nostri voti sono stati per ciò anche su questi favorevoli. Ciò che mi importa e per cui mi impegno sono i contenuti, nell'interesse dei cittadini, e non le “cavalcate” politiche.

Ciascuno giudicherà qual è la vera coerenza.

 

Viste le polemiche strumentali riversate sulla nostra lista,voglio ricordare, che il sig. Manfredi persona seria e responsabile, è stato il candidato Sindaco per Lega e PDL nelle amministrative 2009 e ha votato come noi. Sarà entrato nella tenda pure lui? O piuttosto, come noi, è stato solo animato dall'interesse del potenziamento e riqualificazione dell’ospedale, inclusa la riapertura notturna del Punto di Primo Intervento?

 

Sulla critica che l’emendamento da noi proposto prevederebbe la riapertura anche di notte se ci sono condizioni di sicurezza sanitaria, nulla di più falso. E' invece vero il contrario.

L' emendamento recepito recita testualmente” Fermo restando le esigenze di tutela sanitaria, insistere per il ripristino della continuità operativa del Punto di Primo Intervento di Castelfranco Emilia 24 ore su 24 gestito da personale dell’emergenza urgenza, sia medico che infermieristico."

E la frase “ferme restando la tutela di esigenze sanitarie” non è da intendersi come una condizione (in questo caso sarebbe stato scritto “purchè”, “a condizione che”)che se mancante non consente la riapertura del Punto di Primo Intervento, ma rappresenta un rafforzativo della richiesta di apertura 24 ore, non con palliativi, ma con soluzioni che tutelino le esigenze sanitarie.

Tanto è vero questo che abbiamo chiesto la presenza di professionisti della emergenza. Le parole hanno il loro preciso valore e invito tutti quelli che scrivono su di me a non attribuirmi parole che non ho detto.

 

Per concludere, piaccia o no, solo un documento poteva contenere il “mandato” del Sindaco in sede di pianificazione sanitaria, ora e con il nostro contributo con quel documento si chiede anche la riapertura del punto di primo intervento 24 ore su 24. Spetterà al Sindaco portare i risultati e, come dichiarato in Consiglio Comunale, il momento della verità della reale volontà di volere il rilanciodell'ospedale e la riapertura del pronto soccorso si vedrà davvero (e ho lanciato questa sfida, in primis alla maggioranza) quando in base alle eventuali decisioni non condivise, si dovrà scendere in piazza tutti, amministrazione e sindaco compresi, per lottare insieme ai cittadini contro chiunque si opponga ad un vero rilancio dell'ospedale.

 

Per dovere di cronaca (io la intendo così, vera e rispondente ai fatti, tutto il resto è solo mera e spesso sterile propaganda politica) e ad onor del vero ricordo al Comitato Liberi di Scegliere che alla proposta di delibera di iniziativa popolare in materia di pronto soccorso il nostro voto è stato assolutamente favorevole.

Tanto dovevo. Non alla Lega, né al PDL, né al Comitato Liberi di Scegliere, né alla Carbonara che in questa occasione non ha fatto cronaca giornalistica ma ha dato giudizi di valore, bensì ai cittadini.

 

 

 

 

Silvia Santunione 

Capogruppo Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO

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Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo