sab

25

dic

2010

Lettera del presidente...."AUGURI 2010"

Eccoci di nuovo a fine anno, ormai abbiamo una età matura (2 anni e mezzo).

Molti pensavano che saremmo vissuti come la maggioranza dei Comitati cioè 6 mesi, invece siamo ancora qui decisamente vivaci.

Non possedendo sondaggi siamo costretti a misurare la nostra vitalità attraverso le iniziative che mettiamo in campo coscienti che non possiamo permetterci di sbagliare in quanto chi ha paura di noi (in primis la nostra Giunta) ci controlla e ci misura con la lente, e non solo.

L'ultima iniziativa ci ha visto partecipare con una lista -prodotta dai comitati di Savignano, Bazzano, S.Cesario e noi – alle elezioni del consiglio di amministrazione del Consorzio Bonifica Burana.

Per dare un'idea delle condizioni in cui si è operato: qualcuno ha imparato del tutto casualmente che c'erano queste elezioni e che per parteciparvi in modo attivo era necessario presentare una lista con almeno 300 firme valide. Questo succedeva un giovedì sera, il sabato era pronto un simbolo messo su delle schede prelevate dal sito del Consorzio e poche notizie sulle regole.

Poche notizie ma ben confuse!

Il martedì (giorno ultimo) venivano consegnate 370 firme valide.

Perchè volevamo partecipare ?

I Consorzi sono sempre stati quei perfetti sconosciuti gestiti da organizzazioni, associazioni e dalla politica in genere a cui paghiamo bollette per le quali nessuno è in grado di spiegarci con quali parametri ne è definito l'importo.

Hanno una grande incidenza sul territorio avendo il compito di gestire le acque di superfice.

La molla che ha fatto scattare l'idea di partecipare è stato l'aver notato la presenza di cavatori nella compagine direttiva attuale e delle associazioni che hanno sempre sostenuto il piano cave (CNA, APMI, LegaCoop ecc. tanto per non far nomi).

Le liste infatti erano 3 : la 1 composta dalla CIA (agricoltori di “sinistra” per semplificare) e una lunga lista di associazioni fra le quali quelle sopracitate. La lista 2composta dalla Coldiretti. La lista 3composta dai comitati cosiddetti NO CAVE.

Ha votato tutta la provincia, da Fiumalbo che confina con l'Abetone, a San Martino Spino che confina con Ferrara, Rovigo e Mantova. La lista 1 e 2 coprono tutto il territorio, noi ne copriamo una minima parte. Possibilità di farcela: tendente a zero e lo sapevamo. C'è da aggiungere che noi siamo riusciti a presentare la lista per una sola delle 4 fasce possibili (quella per contribuenti fino a 46,60 € ).

Risultati generali: la lista 2 (Coldiretti) ha avuto i 2/3dei Consiglieri contro 1/3della lista 1(la cordata). Noi zero consiglieri.

Siamo soddisfatti comunque: analizziamo Castelfranco. Qui la lista-cordata 1ha avuto come “braccio armato” il PD che ha fatto un porta a porta per portare elettori a votare (non che interessasse tanto il Consorzio, ma per paura dei nostri voti) e il risultato è questo (ragionato in fascia 1, l'unica in cui eravamo presenti).

 

 

Tutti i seggi

Castelfranco

 

Voti

%

Voti

%

Lista 1

955

31,2%

127

40,2%

Lista 2

1.868

60,9%

79

25,0%

Lista 3

242

7,9%

110

34,8%

Totale

3.065

 

316

 

 

Come si vede qui la lista 1 vince , contrariamente ai risultati provinciali, con un 40,2% grazie al “braccio armato” che ha dato una buona mano alla lista-cordata, nel nostro piccolo noi ci siamo portati ad un ottimo 34,8%.

Piccola considerazione politica: cosa ci fa la CIA, la CNA, la LegaCoop con l'APMI (associazione piccola e media industria ) ? E' la stessa domanda che ci facevamo quando vedevamo comprare pagine di giornali per sentirci raccontare che le cave potevano essere una “opportunità” per il territorio, concetto poi ripreso più volte dal nostro Sindaco. Evidentemente quando girano quattrini non si guarda tanto per il sottile, politicamente parlando.

Credo fosse importante raccontare i motivi e anche le modalità con cui ci siamo imbarcati nell'avventura del Consorzio. Sarebbe stato bello aver messo uno di noi: da dentro si vede meglio. Sarà per la prossima.

Il risultato più importante però l'abbiamo ottenuto: abbiamo informato, ci siamo coinvolti ed abbiamo coinvolto la gente, abbiamo cioè fatto ciò che i poteri economici e la politica si guardano bene dal fare coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

In questi mesi abbiamo assistito ad una cosa molto importante: i Cittadini Campani ( Terzigno in testa) hanno cominciato ad alzare la testa nei confronti della politica (quella con la “p” minuscola che è quella che và per la maggiore) e contro la Camorra. Era ora !!!! Se ricordate le discariche non sono chiamate discarica tal dei tali, ma CAVA tal dei tali.

Ho visto una sola volta un servizio in cui una cava enorme ai piedi del Vesuvio (in pieno Parco naturale) era definita ufficialmente cassa di espansione per la lava (boiata pazzesca) e mi sono venute in mente le casse di espansione sul Panaro (boiate pazzesche) che non sono tali e non funzioneranno mai in quanto semplici scuse per cavare ghiaia come scuse per cavare lapillo (materiale pregiato) è quello scempio in Campania. Quel genio dell'Assessore Provinciale Vaccari, quandi gli fu fatto notare che le casse di espansione sul Panaro non funzionano rispose che era necessario farne pure sul Secchia !

 

Più recentemente, grazie alla non sensibilità della RAI, ci stiamo subendo i tgr del Veneto, ma non tutti i mali vengono per nuocere. Abbiamo infatti visto cosa succede nella regione che ha avuto un enorme ma altrettanto distruttivo sviluppo (vedi Vicenza). Una sera hanno fatto un servizio su un paese che si chiama Loria in provincia di Treviso dove è prevista l'apertura di una cava di ghiaia e mi è piaciuta l'espressione di una Signora che diceva semplicemente “ questi vengono, si portano via quello che vogliono, passa un camion al minuto e a noi rimarranno i danni”.......semplice no?

 

Sapete quale differenza sostanziale ho visto in questi due esempi rispetto alla nostra situazione ? I Sindaci erano con la loro gente !!!!!

 

Spero che quando cominceranno davvero a scavare avremo la forza di incazzarci (si dice così?) e metterci veramente sdraiati davanti ai camion come hanno saputo fare i Campani.

 

Nel frattempo assistiamo alle dimostrazioni di potenza che il nostro assessore Vigarani, il nostro sindaco Reggianini e l'intera giunta riescono ad esprimere : sono forti coi deboli (i loro amministrati) e deboli coi forti (i cavatori, i costruttori ecc.). Potremmo quasi ravvisarli al ministro Brunetta.

Fatto stà che per l'ICI da far pagare ai cavatori “sono ancora in fase di verifica” anche dopo la sentenza della Cassazione che dice che tale imposta “è dovuta in base al reale valore dell'immobile o dell'area“ e non al tipo di accatastamento (semplice no?) .

In compenso per i danni subiti da coloro che sono o saranno a bordo cava dichiarano non essere di loro competenza. Se ci aggiungiamo altre cosette tipo l'Ospedale ci viene proprio da dire : ma allora cosa state lì a fare se non a derubarci del vostro stipendio?

 

Nel ringraziare i nostri puntuali e affezzionati sostenitori speriamo che il 2011 porti un po' di saggezza a tutti e soprattutto tanto benessere e felicità.

 

Intanto godiamoci un Buon Natale

 

Piumazzo 24/12/2010 dal Comitato Piumazzese NO alle CAVE Il Presidente

Enzo Rubbiani

 

 

 

 

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Commenti: 3

  • #1

    Antonella (sabato, 25 dicembre 2010 11:14)

    Grazie Nene x rappresentarci in questa maniera cosi' egregia.
    Non sei il nostro presidente "per caso".
    Con tutta la mia stima e affetto.
    Antonella

  • #2

    cris (sabato, 25 dicembre 2010 11:39)

    Buona Natale a tutti voi e famiglie....hai ragione Nene, ogni giorno che passa siamo sempre più attivi......lo dimostra anche il dato sulle elezioni del cda della Burana, anche se non abbiamo raggiunto l'obbiettivo il consenso popolare è stato alto, questo significa che stiamo facendo un buon lavoro...

  • #3

    ivano (lunedì, 27 dicembre 2010 09:17)

    e stupendo sapere che possiamo ancora dare del filo da torcere ai cavatori (e a chi li sostirene) auguri a tutto
    il comitato!

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

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Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo