mer

02

feb

2011

INSIEME PER IL NOSTRO OSPEDALE......

Comunicato stampa 31/1/2011
Il pieghevole “PER IL FUTURO DEL NOSTRO OSPEDALE” : i primi passi falsi del PD
Riteniamo che un pieghevole con il simbolo del comune fatto a spese dei cittadini - TUTTI - dovrebbeessere quantomeno condiviso nei contenuti. Invece che ciò che è stato pubblicato sul pieghevole non corrisponde ad una posizione condivisa da tutte le diverse forze politiche e nemmeno agli obiettivi e al mandato conferito al sindaco con delibera del consiglio comunale del 24 novembre 2010.
La Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO condanna tale atteggiamento della giunta e si dissocia sia sul metodo che su parte del contenuto.
Ciò che viene riportato nel volantino distribuito con lo stemma del Comune corrisponde invece e purtroppoa quanto il PD aveva proposto prima della delibera suddetta sul tema dell’ospedale e soprattutto sultema del Punto di Primo Intervento. Noi, così come abbiamo SEMPRE preteso e sostenuto, anche in Consiglio Comunale, vogliamo la immediata riapertura 24 ore su 24 del Punto di Primo Intervento di Castelfranco, questo era per noi contenuto irrinunciabile e imprescindibile del mandato del Sindaco in sededi pianificazione sanitaria e questo avevamo votato in Consiglio Comunale. Non quello che oggi si legge sulpieghevole “mantenimento del punto di primo intervento aperto di giorno e immediata riorganizzazione ditutto il sistema dell'emergenza urgenza, con particolare attenzione alla fascia notturna e alla domenica e aifestivi”. A questa proposta noi siamo assolutamente contrari.
E poi sempre nel pieghevole leggiamo: “possibilità di creare un'offerta ulteriore di posti letto (…), possibilitàdi implementare l'attività di riabilitazione”. Queste sono proposte apprezzabili, ma NUOVE e DIVERSE da ciò di cui si è discusso e votato tra le forze politiche in Consiglio Comunale.
In Consiglio Comunale la maggioranza ha chiesto una assunzione di responsabilità su un tema – la salute e la sanità - sentito e importante per i cittadini. Noi con l'emendamento proposto sulla IMMEDIATA RIAPERTURA del Punto di Primo intervento 24 ore su 24 di Castelfranco e con la posizione assunta verso leproposte programmatiche in materia di sanità e salute che dovevano costituire il mandato del sindaco insede di pianificazione sanitaria, lo abbiamo fatto!
Ma se oggi la Giunta intende seguire, come pare, una strada parzialmente diversa da quella decisa nel Consiglio comunale del 24 novembre scorso, lo faccia da sola. Noi ci dissociamo categoricamente da un metodo di questo tipo, che non è rispettoso nè democratico. Perchè allora votare delle proposte in Coniglio Comunale se poi la Giunta, a sua mera discrezione, decide di disattenderle parzialmente e di sua iniziativa porta avanti altre proposte?
No, noi così non ci stiamo, pretendiamo trasparenza e non tolleriamo i tentativi di raggiro, i cittadini NONdevono essere presi in giro!
Il PD, il sindaco e la giunta, invece di nascondersi dietro al simbolo della casa comunale, abbiano il coraggiodelle proprie azioni ed escano allo scoperto dichiarando con trasparenza e a loro spese (non con i soldi di tutti i cittadini) quelle che sono le loro vere intenzioni sull’ospedale. Ciò che loro hanno fatto nell'ultimo ventennio per e con l’ospedale di Castelfranco è sotto gli occhi di tutti! E la strada che oggi stanno percorrendo non sembra portare a nulla di migliore!!!
Nei prossimi giorni, settimane e mesi ci sentiremo probabilmente dire dal sindaco, dall’assessore e dal PD tutto (così come peraltro è già accaduto con il piano estrattivo di Piumazzo) che loro avevano
buone intenzioni e che si sono fatti carico di portare buone proposte in provincia (organo deputato alla decisione) e aggiungeranno che è stata la provincia a non ascoltare le loro richieste. E magari successivamente si darà la colpa alle disposizioni della Regione (ma ricordiamo che chi amministra il Comune, Provincia e Regione è sempre il PD). E infine magari si arriverà a dare la colpa al Governo Centrale.
E mentre si giocherà al rimbalzo delle responsabilità, i cittadini del nostro comune dovranno continuare a mantenere i costi di questa mala gestione e soprattutto a fare a meno di un ospedale che possa chiamarsi tale e di un pronto soccorso sempre aperto (un pronto soccorso aperto solo in certi orari è un non senso,l'emergenza non può avere orari di negozio, in Emilia Romagna una situazione del genere esiste SOLO a Castelfranco Emilia!).
Ma vi è altro.
Quando la maggioranza parla di bilancio, uno degli aspetti che viene sempre rilevato e che viene presentato come motivo di vanto è il fatto di essere riusciti, con la loro gestione finanziaria, a mantenere il livello raggiunto di prestazioni e servizi con riferimento al sociale e all'assistenza alle famiglie.
Poi risulta che, per quanto ne sappiamo (verificheremo attentamente) sia stato realizzato da parte del Comune di Castelfranco Emilia e della Direzione Sanitaria dell'Ospedale di Castelfranco un servizio fotografico intitolato “I gesti della cura” che risulta essere costato circa 35.000 euro e pagato con denaro prelevato dal Fondo per la non autosufficienza.
In un momento in cui, anche per i prolungati e complessi effetti della crisi economica, ma anche per il manifestarsi e sorgere di “nuove povertà” vi è un riscontrato aumento delle famiglie e delle persone insituazioni di difficoltà e bisognose di assistenza, una tale cifra avrebbe potuto essere utilizzata per sussidi alle famiglie oppure anche per aumentare l'assistenza in quanto avrebbe coperto il costo di un operatore socio sanitario ovvero di in infermiere a tempo pieno in più.
Adesso con le foto del servizio è stato realizzato anche un calendario inviato ai dipendenti AUSL di Castelfranco. Tutto questo risulta non solo totalmente criticabile ma addirittura vergognoso!

 


 

Testo originale su carta intestata

Scrivi commento

Commenti: 0

  • loading

NOVITA'

PERCHE' COMITATO

IL TERRITORIO MINACCIATO

..NON SOLO CAVE..

Newsletter

Email:info@comitatonoallecave.com

 

 

IL LIBRO DEGLI OSPITI

 

eterna un tuo commento....

COMITATI AMICI

UNA LIBERA INFORMAZIONE

LA NOSTRA POLITICA

Firma la Petizione

"ANDIAMOCI SOTTO"

Per sempre amici......

Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....

CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …


CON UN VOTO CORAGGIOSO AVREBBERO FERMATO TUTTO, E TUTTO SAREBBE RIMASTO UN BEL RICORDO DI LOTTA, O FORSE UN BEL FUMETTO...

RICORDIAMOLA COSI'...!

Tratto dal libro “ Storia di Piumazzo “ scritto da Giovanni Santunione

La salute pubblica (pag 88)

 

 

 

                                                            ……Omissis

    Nel 1731 sappiamo che le fosse erano svuotate da 50 anni perché l’acqua che          ristagnava  quando non c’era ricambio dal Finaletto rendeva l’aria malsana.

       Nello stesso anno Don Giacomo Magagnali, arciprete, e Alessandro Vicoli,    massaro, della Comune del Castello di Piumazzo, rivolgono istanza all’Assunteria    di Governo affinché sia impedita l’erezione di una fornace da pietre nelle fosse e   terrapieno del castello perché “…nelle acque stagnanti, nelle borre e nelle bucche necessarie per la Fabrica si produrranno nebbie ed aria cattiva, anche con le nevi, e fetenti fumi, con il pericolo d’incendi che possono giustamente temersi per la troppa vicinanza della Fornace agl’edifici “

Omissis………

 

                                                          Commento:

Vedo una stretta analogia con la nostra lotta contro le Cave, Frantoio, e Fabbrica del bitume.

Allora  i nostri avi riuscirono a impedire la costruzione della Fornace nelle fosse di Piumazzo.

Continuiamo la nostra lotta contro i politicanti che per i loro piccoli o grandi interessi personali accettano che vengano distrutto il nostro territorio.

 Luigi

 

12 Settembre 2009     

 

UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 

I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 

PER DARE UN'IDEA...!

In una delle sette meraviglie del mondo moderno, su di una lapide si legge:

Anfiteatro Flavio

5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano. 

la storia dell'ASINO

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. 

Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. 

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). 

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... 

Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. 

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. 

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. 

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa, INDIGNATEVI.... 

Noi ci vergognamo