ltalia e i suoi 150 anni

 

Castelfranco Emilia, li 19 marzo 2011


Gruppo Consigliare

Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO


Consiglio Comunale del 19 marzo 2011


Senza unità il nostro paese sarebbe stato spazzato via dalla storia. Così ha detto il nostro Presidente della Repubblica e noi condividiamo appieno queste sue parole. Unità non solo simbolica, ma di principio e sostanziale, sancita anche dalla nostra Costituzione che all'articolo 5 dichiara, in modo essenziale ma imprescindibile, che la Repubblica è una e indivisibile.

Uno dei personaggi più citati in questo periodo è Massimo D'Azeglio, uno dei padri risorgimentali, a lui è attribuita la fatidica frase “fatta l'Italia, dobbiamo fare gli italiani”.

Ormai, 150 anni dopo, gli italiani ci sono. Ci sono e si assomigliano più di quanto non ci piaccia riconoscere. Il popolo italiano è più simile nelle sue componenti territoriali e più unito di quanto pensiamo e di quanto spesso siano disposti ad ammettere.

L’unità politica avvenuta 150 anni fa è stata preceduta da uno straordinario progresso culturale scientifico e artistico che è alla base della nostra vera, profonda, identità nazionale.

L’identità italiana è prima di tutto un’identità culturale.

Noi abbiamo ereditato dai nostri antenati un immenso patrimonio di terre, cultura, opere d’arte, paesaggi cesellati dal lavoro umano.

Abbiamo il dovere di preservare ed accrescere questo patrimonio che costituisce la nostra identità, ma anche la nostra ricchezza, culturale e materiale, basti pensare alle nostre potenzialità turistiche, basti pensare al valore economico dei prodotti tipici della nostra agricoltura.

Dobbiamo recuperare un sentimento che era presente nelle generazioni che ci hanno preceduto e che è alla base dell’immenso lascito che abbiamo avuto in eredità.

Coloro che ci hanno preceduto sentivano il dovere di lasciare in eredità ai posteri un mondo migliore di quello che avevano ricevuto dai loro antenati.

Pensiamo a coloro che hanno costruito le grandi cattedrali che abbelliscono le nostre città.

Spesso la costruzione durava intere generazioni, a volte secoli.

Coloro che scavavano le fondamenta sapevano con certezza che mai avrebbero visto l’opera completata. Allora perché l’hanno fatto? L’hanno fatto per coloro che sarebbero venuti dopo di loro, l’hanno fatto per noi.

Anche gli umili contadini hanno fatto altrettanto, hanno lavorato intere generazioni, hanno bonificato e trasformato il territorio, lo hanno reso più produttivo e più bello.

Attraverso secoli di lavoro, di prove, di selezione di piante e animali hanno inventato i prodotti agricoli tipici di qualità che tutto il mondo conosce.

E noi cosa stiamo facendo?

Dobbiamo resistere a una tendenza diffusa che vede nel profitto immediato l’unico obiettivo che valga la pena di perseguire.

Dobbiamo resistere ad una visione speculativa dello sviluppo economico che attenta all’ambiente, al territorio, alla salute, alla bellezza.

 

 

In questo ci aiuta la carta fondamentale della Repubblica.

L’articolo 9 della Costituzione recita:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Noi italiani amiamo spesso parlare male di noi stessi, e a volte purtroppo ne abbiamo motivo.

Non dobbiamo però dimenticare le grandi conquiste di civiltà che abbiamo raggiunto in questo secolo e mezzo, la carta costituzionale, una delle migliori al mondo, è una di queste assieme alla sanità pubblica e alla scuola pubblica.

Quello che siamo noi oggi lo dobbiamo alle persone e alle cose di ieri. Non dovremmo mai dimenticare questo insegnamento.

É nostro compito difendere ed ampliare le conquiste di civiltà che i nostri padri hanno realizzato, a volte a prezzo del sangue.

Ci auguriamo che le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia possano essere una occasione di rafforzamento della comune consapevolezza delle nostre responsabilità nazionali e di rinnovata coscienza di doverci cimentare, di fronte ai passaggi e alle prove che attendono l'Italia anche in un delicato contesto europeo e internazionale, come Nazione Unita, come stato nazionale aperto a tutte le sfide ma non disponibile a nessuna riserva o ambiguità della sua ragion d'essere.

Citando le parole lasciate scritte da un semplice cittadino nella nostra bacheca, a tutti coloro che con passione e impegno dedicano tempo intelligenza e lealtà a questa bella Italia affinchè possa ritrovarsi, vivere, crescere e diventare migliore, per noi e per chi verrà, grazie e buona Italia.

 

Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO


 

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NOVITA'


Forza Bassa...




LIBERA INFORMAZIONE



Per sempre amici......


Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....


CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …



CON UN VOTO CORAGGIOSO TUTTO SI SAREBBE FERMATO, E SAREBBE RIMASTO SOLO UN BEL RICORDO O UN BEL FUMETTO...




UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 


I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 


5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano.