LA NOSTRA STORIA.....

I 9/11/2005 Il Comune di Castelfranco Emilia aderisce all’Intesa con la Provincia affinché il Piae abbia valenza di Pae, offrendo la disponibilità di 5.450.000 mc di ghiaia individuata tutta nel polo estrattivo 12 “California” di Piumazzo, per il fabbisogno della provincia di Modena, in base al principio n° 1 espresso dalla provincia di Modena: cioè, l’autosufficienza della provincia di Modena.

Prima “scintilla” cave: il 23/11/2007, al Teatro Cantelli di Vignola, la sezione Dei Castelli di Italia Nostra organizza una conferenza dal titolo “Le acque sotterranee dell’Emilia Romagna e il caso Panaro”. Relatore: il geologo Giovanni Martinelli, che per primo lancia l’allarme. Ma già il25/11/2006, il presidente della sezione di Spilamberto Dante Pini, aveva presentato una serie di osservazioni al PIAE ancora in gestazione, dopo aver partecipato alla prima Conferenza dei Servizi tenutasi nel 2006.

 

 

I piumazzesi vengono a sapere di quello che sta per accadere “in casa loro” soltanto il 29/5/2008, in occasione della conferenza organizzata all’Arci di Piumazzo da A.N.E.C. (Associazione Naturalisti Ecologi Castelfranco) e Italia Nostra, sezione di Modena, dal titolo “L’acqua, un bene prezioso. Fiumi e cave di ghiaia del nostro territorio. Quale compatibilità?”.

 

Le cave di Piumazzo hanno una storia più che trentennale ma, rispetto a quelle di San Cesario, Spilamberto e Savignano, erano fino a dieci anni fa relativamente poco estese e con un impatto ambientale limitato al traffico di camion tra Casale California e Spilamberto, sebbene stonassero certi argini sovrastati da arbusti e sterpaglie rinsecchite. Questo era l’impatto ambientale percepito dalla maggioranza dei cittadini piumazzesi. – ricorda Enzo Rubbiani, presidente del Comitato piumazzese “No alle Cave” – Piumazzo, 29 maggio 2008: conferenza di A.N.E.C. e Italia Nostra. Ci trovammo in poco più di quattro gatti e col geologo che doveva tenere la conferenza assente per improvvisi motivi di salute. C’erano, però, i nostri “colleghi” di Savignano che avevano iniziato da poco tempo ad interessarsi del problema e alcuni cittadini di San Cesario che invece erano anni che si occupavano dell’argomento. C’erano pure due o tre persone che vivevano ai bordi delle cave e per le quali l’impatto ambientale subìto è ben più grande del nostro percepito. Si cominciò a parlare di PAE, di PIAE, di Provincia, di Comuni ecc. e di queste sigle ci rimase ben poco quella sera.

 

Cominciammo invece a capire la fondamentale importanza e la splendida conformazione del nostro sottosuolo ai fini della captazione, del filtraggio e dell’accumulo dell’acqua che sarà una delle “materie prime” fondamentali negli anni a venire. Le nostre zone, dal punto di vista idrico, si potrebbero disegnare come la punta di un cono che si espande verso nord-est (fino alla bassa modenese e in parte bolognese). La ricarica delle falde, quindi, parte da queste zone che sono state per millenni il letto del fiume Panaro, prima che si spostasse dove si trova ai giorni nostri. Come in tutte le cose c’è sempre il rovescio della medaglia: la bellezza e l’importanza di queste zone hanno come contraltare l’estrema delicatezza e vulnerabilità di questo ecosistema che va strenuamente difeso nell’interesse di noi tutti e delle future generazioni. Torniamo a metà giugno 2008, quando con fatica cominciammo a vedere qualche piantina, disegni e numeri a noi apparsi strani ed inspiegabili. La “stranezza” consisteva nella grandezza dei numeri: 24 milioni di metri cubi, 13, anzi 15 milioni nel bacino del Panaro, 5.450.000 metri cubi ottenuti nei 1.240.000 metri quadrati nel polo 12 (Casale California), 15 metri di profondità ecc. Il clima divenne presto caldo tra i piumazzesi presenti, a dimostrazione della sensibilità al problema e non passò inosservata la presenza di osservatori dell’amministrazione che non proferirono parola, ma presero appunti per tutta la sera. Anche un avvocato che si interessa di questioni ambientali, alla prima lettura, era convinto che per errore fossero stati aggiunti un po’ di zeri da qualche parte.

 

Il 9 luglio 2008 incappiamo, in modo del tutto casuale, in un volantino in cui il nostro Sindaco (Sergio Graziosi) assieme alla Giunta Comunale e a qualche tecnico, invitava i cittadini all’incontro pubblico sul tema: “Piano Attività Estrattive” (il PAE). Quella sera, venerdì 11 luglio 2008, in una sala dell’ARCI aperta al momento e con una temperatura di circa 40 gradi, c’erano 60/70 persone semplicemente perché qualche disgraziato la sera precedente aveva fatto 300 fotocopie di quel volantino e si era preoccupato di diffonderlo. Pensavamo che la data e la non pubblicità all’evento fossero scelte dettate dalla Vergogna o, più elegantemente, da un certo senso del Pudore per il fatto di dover venire a darci conferma di quelli che ingenuamente avevamo pensato potessero essere numeri così alti solo per errori di battitura. Se parliamo del solo polo 12 (Piumazzo), ci riferiamo ad un BUCO che parte da 150 metri dall’abitato di Piumazzo e comprende gran parte del territorio a sud del paese, visivamente è circa 3 (tre) volte l’abitato. Ci sono strade che attualmente passano in mezzo a frutteti (stiamo parlando di una zona splendida dal punto di vista agricolo). Se passa questa bestialità diventeranno strade bordate da terrapieni di 3 metri circa di altezza ed altrettanti di larghezza, oltre i quali ci sarà una voragine di 15 (quindici) metri di profondità. Le case che rimarranno si troveranno improvvisamente su dei cocuzzoli. Alla domanda “come mai nel precedente piano decennale di escavazione il limite di profondità fu imposto ad un massimo di 10 metri e come per incanto ora si potrà scavare a 15?”, la risposta del nostro assessore ai lavori pubblici e territorio (Alfonsino Simoni) fu: “in altre province scavano anche oltre”. Attenzione: il livello medio delle risposte è stato questo! (anche i tecnici si adeguarono al livello). Chi ha studiato questo Piano dice che le prime falde sono a 24 metri, noi siamo in grado di provare che le abbiamo a 17 metri e, visto che la quasi totalità dei cavatori tende a “sbagliarsi” sulle profondità, potrebbero bagnarsi i piedi col rischio di prendere il raffreddore. Ci concediamo un po’ di sarcasmo per tenerci in forze e contrastare con tutti i mezzi possibili questa assurdità”.

 

Il 25/6/2008 la Provincia di Modena adotta la variante da PIAE a PAE per 18 Comuni della provincia. A Piumazzo nasce l’idea di formare un comitato di cittadini.

 

L’11/7/2008 l’amministrazione comunale di Castelfranco, all’Arci di Piumazzo, organizza il primo incontro pubblico per illustrare il Piano delle Attività Estrattive.

Il 17/7/2008, in Municipio, si riunisce la prima commissione n° 4 “Ambiente e territorio” aperta al pubblico.

Il 28/7/2008 si costituisce il Comitato piumazzese “No alle Cave” e presidente viene eletto all’unanimità Enzo Rubbiani.

 

 

Per i 13 soci fondatori del Comitato e per tutti coloro che hanno aderito nel tempo, a fronte di una grande delusione nei confronti dei Politici, degli Amministratori Comunali e/o Provinciali, ha rappresentato, per contro, una grossa soddisfazione il constatare l’enorme interesse dei cittadini. – commentò all’epoca Rubbiani – Il paese ha dimostrato un’enorme voglia di Democrazia, quella vissuta, partecipata e specialmente quella che dà la possibilità di incidere nelle scelte e non solo quella dove “il partecipare” è uno slogan (vedi assemblee ed incontri pilotati). Le iniziali istanze personalistiche e localistiche all’interno del comitato (il Buco enorme, il frantoio, la distruzione IRREPARABILE del territorio), hanno assunto in breve valenza più ampia, interessando l’intero polo estrattivo. Infatti, se si osserva il progetto nel suo insieme, si viene assaliti da un senso di sconforto e paura e ci accorgiamo che l’impianto di bitume a Magazzino. Appare chiaro che, anche se apparentamente da lontano, a Manzolino e a Castelfranco città, ad esempio, non potranno non esserci conseguenze”.

3/8/2008: il parroco di Piumazzo, don Remo Resca, espone un cartello sul sagrato della chiesa di San Giacomo: “Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso. – scrisse Don Remo – Il suo unico bene è la terra, fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi. La terra è sempre fedele, ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia, che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna non equilibrata vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne. Domani si pentiranno, ma sarà tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa. La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro. Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così”.

 

Il 4/8/2008 il Comitato avvia, anche tra i cittadini di Castelfranco e dei Comuni limitrofi, una raccolta firme che si concluderà l’8/11/2008, con la consegna al sindaco Sergio Graziosi di un plico chiuso da un nastro rosa contenente 4.067 firme.

 

Il 10/8/2008 il Comitato No alle Cave incontra il Comitato Tutela e Territorio di Savignano: uniti su un unico fronte di protesta, si consolida una sinergia comunque già in essere.

 

Dal 28/8/2008 e per altri giovedì a seguire, dalle ore 16 alle ore 20, l’amministrazione comunale e alcuni tecnici incontrano il Comitato e i cittadini nella “Piumateca”, disponibili a fornire dettagli sull’argomento.

5/9/2008: sondaggio dei cavatori.

 

7/9/2008: a Piumazzo, il Comitato organizza una biciclettata di protesta. Partecipano in 400. In testa, su un’ape e megafono alla mano, c’è lo storico locale Giovanni Santunione.

L’8/9/2008 si svolge un primo incontro conoscitivo a quattro, tra il sindaco Sergio Graziosi, l’assessore all’Ambiente Alfonsino Simoni, Enzo Rubbiani e Gianni Monduzzi per il Comitato.

 

Il 15/9/2008 l’amministrazione comunale organizza una seconda assemblea pubblica all’Arci di Piumazzo: clima da stadio, tra fischi e improveri. Sala stipata oltremisura. Presenti anche l’assessore provinciale Alberto Caldana e l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli.

 

16/9/2008: l’amministrazione diffonde a Piumazzo un volantino con “8 novità e un impegno”. Ricordiamo le 8 novità: un milione di metri cubi di ghiaia in meno, autorizzazioni più “garantiste”, fideiussioni adeguatamente proporzionate, ripristini immediati, aumenta la distanza di rispetto dalle aree sensibili, ripristini rigorosamente ambientali, elenco delle opere di compensazione e viabilità interna al polo 12 e per Piumazzo, localizzazione del frantoio ancora da definire (e che infine sarà assegnato al polo 9 di San Cesario). Ricordiamo l’impegno: un tavolo di garanzia composto da amministratori, tecnici comunali e cittadini.

 

Tre giorni dopo, il 18/9/2008, il Comitato organizza la prima “Serata in piazza”. Il piazzale antistante la chiesa di San Giacomo è gremita di gente: tra i relatori, a sostegno della battaglia anti-cave, c’è lo scrittore e archeologo piumazzese Valerio Massimo Manfredi, che per la prima volta si rivolge pubblicamente ai suoi concittadini dalla piazza del suo paese.

Il 29/9/2008 il Comitato presenta a Provincia e Regione le sue osservazioni al Piano e in ottobre ne consegna copia ai consiglieri comunali: 40 giorni di lavoro, 25 pagine più allegati e delibere, verifiche tecniche, sopralluoghi.

Il 13/10/2008, all’Arci di Piumazzo il Comitato organizza un altro incontro informativo. Partecipano oltre 300 persone.

22/10/2008: incontro pubblico nella sala della biblioteca di Castelfranco. L’assessore Vaccari illustra la pianificazione del territorio.

Il 3/11/2008 si svolge un secondo incontro tra Comitato e amministrazione comunale.

8//11/2008: nasce a Modena il fronte dei Comitati per l’Ambiente. Aderiscono il Comitato “Modena Salute e Ambiente”, il Comitato “Ambiente è salute” di Nonantola, il Comitato “Baggiovara”, il Comitato “No alle Cave” di Piumazzo, il Comitato “Tutela del territorio” di Savignano. Parte anche a Modena una raccolta di firme.

 

 

 

6/12/2008: all’Arci Stalla di Castelfranco i tecnici del Comitato si confrontano con i consiglieri comunali.

13/1/2009: la Provincia di Modena “congela” il 25% dei fabbisogni di ghiaia indicati nel PIAE, a fronte della crisi economica (ed edilizia) in atto (per Castelfranco, lo ricordiamo, c’è anche la riduzione di un milione di metri cubi del prelievo nel polo 12 California di Piumazzo).

 

 

 

 

Il 14/2/2009 il Comitato partecipa (a suo modo) all’inaugurazione del primo tratto della Pedemontana. (video)

 

26/2/2009: il Comitato organizza un’assemblea pubblica “di aggiornamento” all’Arci di Piumazzo. Per la prima volta si fa strada l’idea di costituire una Lista Civica da presentare alle imminenti elezioni amministrative. La proposta viene impalmata a livello popolare, per alzata di mano, dai 350 presenti.

 

2/3/2009: consiglio comunale sul PAE. Il Comitato “occupa” la sala consiliare con cartelli e striscioni. La discussione viene rinviata al 10 marzo.

 

 

 

7-8/3/2009: nella sede di Via Ugo Bassi, a Piumazzo, si raccolgono le sottoscrizioni per la costituzione della lista civica. Il 9 marzo viene registrato il marchio della lista civica Frazioni e Castelfranco, la lista delle “tre spighe”.

 

Il 10/3/2009 si svolge il Consiglio Comunale nella sede straordinaria del teatro Dadà: il Pae viene approvato dai consiglieri di maggioranza PD. Il rappresentante dell’Italia dei Valori, Gennaro Maione, non partecipa alla votazione.

 

16/3/2009: approvazione del Piae in consiglio provinciale.

 

18/3/2009: all’Arci di Piumazzo si svolge l’assemblea costituente della lista civica. Presidente: Luigi Balestri. Vice Presidenti: Gianni Monduzzi e Fausto Negrini.

 

17-18/4/2009: Festa della birra in piazza della Repubblica, a Piumazzo, organizzata dalla lista.

 

19/4/2009: presentazione del candidato sindaco, il dott. Ermete Maria Campedelli, e dei consiglieri presso l’Agriturismo “La Lupa”. Parte la campagna elettorale. A supporto, anche un pulmino.

 

2/6/2009: seconda grande biciclettata nelle campagne piumazzesi e a bordo-cava.

 

6-7/6/2009: elezioni amministrative. La lista riceve 1.826 preferenze e, raggiungendo il 10,46%, guadagna due consiglieri: il candidato sindaco Ermete Maria Campedelli e Silvia Santunione, nominata capogruppo.

 

24/6/2009: a Piumazzo compare il primo messaggio della Fata Turchina, interpretando il no-cave pensiero.

 

Luglio-agosto 2009: Comitato e Lista non vanno in vacanza. Procedono invece sulla via politica, legale e mediatica, con esposti e ricorsi, anche al TAR.

 

7/9/2009. 1.000 fiaccole illuminano Magazzino “per la salute”: l’iniziativa viene organizzata in modo congiunto dai comitati di Piumazzo, Savignano e Bazzano. L’attenzione e la partecipazione della gente sono ancora altissime.

 

 

 

7/9/2009. 1.000 fiaccole illuminano Magazzino “per la salute”: l’iniziativa viene organizzata in modo congiunto dai comitati di Piumazzo, Savignano e Bazzano. L’attenzione e la partecipazione della gente sono ancora altissime.

24/9/2009: seconda “Serata in piazza” a Piumazzo. Valerio Massimo Manfredi, un anno dopo, torna sul palco di piazza della Repubblica.

 

 

Ottobre 2009: la Procura di Modena apre un’inchiesta, tutt’ora in corso.

Il resto è storia recente.......

 


RIASSUMIAMO.....


  • 28 giugno 2008 viene adottato il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE) della provincia, che prevede l’escavazione in zona Piumazzo per un totale di 5.450.000 metri cubi di materiali ghiaiosi e un frantoio per la lavorazione delle ghiaie.
  • 2)Nascono immediatamente i Comitati di Piumazzo e Savignano che con la loro attività informativa sensibilizzano i cittadini (poi accorsi numerosi alle diverse manifestazioni pubbliche) sulla dimensione del problema.
  • 3) Il PD e la Giunta Comunale a seguito delle attività del Comitato No alle Cave e delle manifestazioni dei cittadini, chiedono la riduzione di circa un milione di metri cubi, poi successivamente la Provincia decide di congelarne circa un altro milione.
  • 4) Il PD, allora come oggi, si attribuisce il merito di queste riduzioni, quando in realtà la richiesta dei quantitativi da scavare (5.450.000 metri cubi) erano stati da loro stessi richiesti così come confermato dall’allora Assessore Provinciale all’Ambiente dott. Alberto Caldana nell’intervista sulla Gazzetta di Modena 30 agosto 2008. Parlando sempre di fatti il vero merito di queste riduzioni è invece da attribuirsi al lavoro del Comitato No alle Cave e ai tantissimi cittadini (oltre 4.000 firme raccolte) suoi sostenitori.
  • 5) 10 marzo 2009 al Teatro DADA oltre 400 persone hanno assistito (chi in platea chi fuori attraverso altoparlante) alle votazioni del piano estrattivo. Fra i più ferventi sostenitori del piano sono stati sicuramente il Consigliere Bertelli (oggi Assessore), Il Presidente della Commissione Ambiente e Segretario PD di Piumazzo Vigarani (oggi Assessore) e il Capogruppo PD Reggianini (oggi Sindaco).
  • 6) Il 16 marzo 2010 il Piano viene votato definitivamente in Provincia.Continuando con i fatti (e non con le opinioni) non è da trascurare la Commissione del 2 novembre 2009 (si parlava di Cave) quando da una domanda dell’Assessore Sabbatini (PD) al rappresentante della Provincia emerse chiaro (per voce dello stesso funzionario Provinciale) che il Comune di Castelfranco (maggioranza PD) avrebbe potuto:-Non aderire al piano estrattivo (non si scava più) e la provincia avrebbe potuto recuperare eventualmente    la ghiaia in altri modi.

-Scegliere comunque i quantitativi da scavare (senza alcuna imposizione della Provincia)

Essendo ora chiaro a tutti che il PD volendo è in grado di decidere (infatti, loro hanno voluto le Cave, loro hanno scelto quanto fare scavare, loro possono per loro stessa dichiarazione non avviare la 3° fase di scavo, ecc.) ora, sempre da loro ci attendiamo un intervento davvero incisivo a rimediare quella dissennata loro decisione sul nuovo piano cave, bloccando la fase 2 (allargamento delle attuali cave) e magari anche della fase 1 (approfondimento e allargamento nelle vecchie).

Se ciò non avverrà sarà chiaro a tutti che anche loro (i nuovi rappresentanti del PD) pur potendo e pur avendone gli strumenti non hanno VOLUTO impedire le nuove cave e la devastazione del nostro territorio.

 

                                                                                 Comitato Piumazzese  No alle Cave

 


NOVITA'


Forza Bassa...




LIBERA INFORMAZIONE



Per sempre amici......


Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....


CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …



CON UN VOTO CORAGGIOSO TUTTO SI SAREBBE FERMATO, E SAREBBE RIMASTO SOLO UN BEL RICORDO O UN BEL FUMETTO...




UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 


I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 


5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano.