UN'ALTRA CHICCA DELLA GREEN ECONOMY DI CUI ANDARE FIERI...

Defranceschi: “Altroché produrre energia,
la centrale INALCA assorbirà contributi pubblici”
Interrogazione del M5S per fermare la combustione di 30.000 tonnellate l’anno di scarti animali
 
 
Il progetto di Inalca Spa di costruire a Castelvetro (MO) presso il suo stabilimento, un inceneritore che brucerà 30.000 tonnellate di biomasse l’anno non è sostenibile” – afferma il Capogruppo regionale del Movimento 5 StelleAndrea Defranceschi che ha presentato una interrogazione alla Giunta. “Saranno biomasse prodotte con rifiuti di origine animale, quindi ritagli di carne, grasso, ossa e altro, ma il suo scopo principale sarà incamerare contributi pubblici con i ‘certificati verdi’. Invece che essere bruciati” – propone Defranceschi – “gli scarti potrebbero essere riutilizzati e
valorizzati diversamente e trasformati in cibo per animali domestici ed altri utilizzi, come alcuni studi ed esperienze industriali (su tutti quelli condotti dal Crpa di Reggio Emilia dagli Anni Settanta) dimostrano. Pare quindi evidente che il progetto presentato da Inalca Spa per lo stabilimento di Castelvetro, pur totalmente legittimo sul piano formale, non rappresenti un esempio di innovazione industriale e di perseguimento della qualità ambientale, ma sia fortemente condizionato dalla possibilità di incamerare incentivi pubblici. Incentivi pagati dai contribuenti italiani, tramite il meccanismo dei ‘certificati verdi’. Per questo progetto” – illustra il Capogruppo M5S – “si prevede di bruciare circa 30.000 ton/anno (84 tonnellate al giorno) di scarti e la procedura di VIA verrà conclusa entro i primi di dicembre. Purtroppo, a quanto ci dicono i Comitati di cittadini, la popolazione di Castelvetro è stata tenuta all’oscuro di questo progetto, che in zona potrà avere ripercussioni anche dal punto di vista dell’impatto olfattivo, ovviamente. Per questo nella nostra interrogazione chiediamo alla Giunta se da Inalca sia stato rispettato il DLGS 152/06, secondo il quale il gestore, entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza, deve provvedere a sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, informando la popolazione. Inoltre” – prosegue Defranceschi – “Viene poi chiesto se risulti che Inalca Spa intenda importare presso questo impianto consistenti quantitativi di biomasse di origine animale da altri stabilimenti, ubicati anche al di fuori della regione e se l’Emilia-Romagna, all’interno delle sue politiche agroalimentari, consideri ambientalmente più innovativo e sostenibile un sistema che preveda la trasformazione degli scarti per un riutilizzo per fini alimentari, oppure preferisca un sistema che preveda il trattamento di distruzione termica. Insomma, l’incenerimento che permette di godere dei contributi pubblici a spese del cittadino per la cosiddetta ‘valorizzazione energetica’. Infine” – conclude Defranceschi – “una domanda sulla sicurezza ‘Che tipo di garanzie dovrà fornire Inalca  Spa riguardo i controlli sull’emissioni, dato che nella scheda monitoraggio è previsto un solo controllo delle emissioni all’anno, nonostante siano presenti bollitori, trituratori, coclee e 270 tonnellate anno di additivi che verranno inceneriti?’”.
 
 
Andrea Defranceschi




 

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Commenti: 3
  • #1

    Willer Comellini (lunedì, 28 novembre 2011 11:39)

    FINO A CHE SI CONTINUERA' A CREDERE ALLE FREGNACCE CIRCA IL VALORE ECOLOGICO DI ALCUNI PROGETTI (TRA I QUALI, NON SOLO QUESTO, MA ANCHE QUEL FOTOVOLTAICO CHE PER ORA E' SOLO "AFFARE") E SI DARANNO SOLDI PUBBLICI A QUESTE INIZIATIVE, L'ECOLOGIA SARA' PERDENTE E COOPTATA AL BUSINESS. BASTEREBBE UN MINIMO DI ESAME TECNICO PER CAPIRE CHE TANTE TECNOLOGIE NON SONO MATURE PER ESSERE INPIEGATE VABNTAGGISAMENTE DAL PUNTO DIVISTA ECOLOGICO (ED ANCHE ECONOMICAMENTE SE NON CI FOSSERO I CONTRIBUTI PUBBLICI, PECCATO CHE SIANO SOLDI DI TUTTI). NON SOLO DI CREMONINI, IN QUIESTO CASO, CHE SI E' SEMPRE BARCAMENATO MOLTO BENE IN POLITICA SIN DAI TEMPI DELL'ONOREVOLE CASTELFRANCHESE.

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Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....


CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

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E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …



CON UN VOTO CORAGGIOSO TUTTO SI SAREBBE FERMATO, E SAREBBE RIMASTO SOLO UN BEL RICORDO O UN BEL FUMETTO...




UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 


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La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 


5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano.