Comunicato stampa 9 marzo 2013: L'UNIONE...

L’Unione di Comuni è un tema che ha tenuto e sta tenendo banco in molti Comuni della nostra provincia, dalla montagna alla pianura, in conseguenza alla Legge Regionale 21 di dicembre 2012 sul rassetto delle funzioni dei Comuni stessi, che è stata adottato nella vigenza del decreto legge sul riordino delle Province, che poi non è stato convertito in legge. E si fa sempre più acceso, in questi giorni, il dibattito in due Comuni della pianura in particolare, Castelfranco e San Cesario, in odore di “accorpamento” con il dichiarato obiettivo di arrivare ad una cosiddetta “area vasta”, includendo cioè anche l’Unione già costituita dei Comuni del Sorbara (Nonantola, Ravarino, Bastiglia, Bomporto) da collegarsi in qualche modo a Modena (o tramite Fusione, Unione o Associazione di Comuni). Uno scenario che apre infinite possibilità, la cui prima linea è stata tracciata oggi ma che sarà completata nella prossima legislatura, entro il 1° gennaio 2015. Il percorso per arrivarci è senza dubbio lungo e complesso: perciò avrebbe meritato approfondimento, condivisione e attenzione in ogni sua parte, soprattutto nella fase preliminare che ci compete. Eppure l’argomento ci è stato presentato in modo fugace soltanto in due occasioni: nella Commissione tecnica del 26 febbraio e nel Consiglio Comunale del 28 febbraio, dopo aver ricevuto il testo della delibera in approvazione appena 24 ore prima della seduta. I punti interrogativi erano e sono ancora tanti: per noi il discorso non si è chiuso. Abbiamo saputo di uno studio di fattibilità autorizzato ben nove mesi fa, con un’intesa firmata dai sei sindaci dei Comuni del nostro distretto (attraverso rispettive delibere di Giunta) e da Modena (forse tramite determina perché su Modena non risulta alcun atto di Giunta e tantomeno del Consiglio), commissionato dalla Regione ad Anci, pagato con fondi regionali (25.000 euro) più una compartecipazione da parte dei Comuni stessi, come ha dichiarato il sindaco Reggianini nel Consiglio del 28 febbraio scorso. Lo studio è ancora in corso, ma noi di questa indagine non abbiamo mai saputo nulla, nemmeno la direzione indicata, consci che un documento tecnico parte sempre da un indirizzo politico. Eppure, proprio dai risultati di questo studio di fattibilità dipenderà la direzione verso cui Castelfranco e San Cesario dovranno andare per conseguire l’obiettivo di area vasta deciso dalla maggioranza PD, dopo ampia discussione avviata (forse da un anno?) solo nei circoli PD, senza mai coinvolgere e nemmeno comunicare nulla ai rappresentanti di tutti i cittadini nell’organo elettivo per eccellenza, cioè anche ai consiglieri di minoranza. Sebbene la Legge 21 prescriva questo iter, compreso l’assenso assenso sulla scelta dell’ambito territoriale ottimale, questo non autorizza l’esclusione del Consiglio Comunale, se non altro per parvenza democratica.Quindi il 28 febbraio abbiamo esaminato, nel poco tempo che avevamo a disposizione, una delibera articolata che ci è stata presentata dal sindaco come “niente di scritto su una pietra”, qualcosa di assolutamente mutabile nel tempo, un puro atto formale solo per individuare l’ambito territoriale ottimale con il quale Castelfranco vorrà unire alcune funzioni (ed è stato indicato San Cesario), appunto in ossequio alla Legge Regionale 21, entro la scadenza dei 60 giorni dalla sua pubblicazione. Siamo arrivati al Consiglio Comunale una settimana oltre la scadenza e già questa la dice lunga sulla “fretta”, di conseguenza non abbiamo avuto molti elementi per poter valutare i pro e i contro di una delibera dove, in modo per niente sotteso, nelle ampie premesse si ipotizzano già i diversi scenari futuri in relazione all’ambito ottimale (Fusione, Unione o associazioni tra Comuni, anche con Modena), dando mandato al Sindaco di poter procedere direttamente in una Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione, escludendo il Consiglio Comunale già da ora e fino al 1° gennaio 2015, quando cioè la Fusione o l’Unione dovrà diventare realtà.Con l’approvazione della delibera (approvazione avvenuta con i voti favorevoli della sola maggioranza) adesso passa tutto in mano alla Giunta regionale (dunque non all’organo elettivo). Sarà la Giunta regionale a definire gli ambiti territoriali ottimali l’esercizio di funzioni associate così come sarà sempre la Giunta regionale a potervi apportare future modifiche.Che cosa si farà a partire dall'1 gennaio 2015 in ambito territoriale ottimale? Quali saranno le funzioni che saranno gestite in associata? E attraverso quali strumenti, convenzioni, unioni di comuni o fusioni di comuni? Il sindaco ha anche espressamente dichiarato che l'obiettivo ultimo della legge regionale a suo avviso è quello di portare a fusioni di Comuni. Lo scenario è dunque delicato e complesso, ma il tutto sta avvenendo senza informazione e partecipazione.Il nostro voto di astensione a questa delibera è stato un invito a voler lasciare ancora aperta la discussione all’interno del consesso comunale: non ci sentiamo di aver dato alcun mandato definitivo al sindaco per andare a dialogare in Regione su un tema che è ancora nebuloso. Da parte nostra ci sono molte perplessità nel merito che, una volta valutate, non è detto che non ci trovino d’accordo, mentre contestiamo duramente il metodo con cui si è giunti a questa “decisione già presa”, calata in fretta e furia nell’arco di nemmeno due giorni, mentre tra i consiglieri di maggioranza il discorso era iniziato da almeno un anno. La nostra lista civica è nata dalla contestazione di un percorso decisionale per niente democratico che, cinque anni fa, ci ha portati al fianco dei cittadini a scendere in piazza contro il Piano Cave: ci sembra di rivivere la stessa storia.Il sindaco ha dichiarato in Consiglio Comunale che la delibera approvata, proprio per il suo contenuto così ampio e il suo carattere di orientamento che non esclude nulla, lascia aperte tutte le strade e ciò gli consentirà di andare a dialogare in regione. Noi crediamo che il sindaco, prima di andare a dialogare in regione su riorganizzazioni territoriali, di servizi e funzioni e dunque di governance del territorio, avrebbe dovuto dialogare con il Consiglio Comunale e con i cittadini!Per questo presenteremo un’interrogazione al sindaco affinché convochi al più presto una Commissione o un’Assemblea aperta anche ai sindaci e, perché no, ai rappresentanti di maggioranza e minoranza degli altri Comuni coinvolti e, magari di fronte ai cittadini, ci spieghi la progettualità di questo atto. Una progettualità che, al momento, non abbiamo visto. Abbiamo visto solo una mancanza di trasparenza e un’assenza di condivisione su una scelta importantissima che condizionerà per sempre il nostro futuro.

Silvia Santunione

Capogruppo Lista Civica FRAZIONI e CASTELFRANCO

 

 

 

 

 

 

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NOVITA'


Forza Bassa...




LIBERA INFORMAZIONE



Per sempre amici......


Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....


CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …



CON UN VOTO CORAGGIOSO TUTTO SI SAREBBE FERMATO, E SAREBBE RIMASTO SOLO UN BEL RICORDO O UN BEL FUMETTO...




UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 


I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...? 


5216 operai, 158.658 mc di terra in sei mesi, per fare le fondamenta del Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio.  Solo a Piumazzo vengono rimossi 5.450.000 mc , ridotti del 35% (-1.000.000 mc) grazie al lavoro del comitato, ma nonostante tutto con le quantità rimaste ,potremmo ricostruire le basi per 28 colossei simili a quello Romano.