PUBBLICHIAMO LA STORIA A PUNTATE DELLE CAVE E DEL COMITATO A PIUMAZZO 

Prima puntata

Nel 2008 i piumazzesi vengono a sapere di un piano cave che prevede una quantità enorme di estrazione di ghiaia, su un terreno che va da 150 metri dalle prima case del paese fino ai confini con Bazzzano, i numeri sono talmente elevati che all’inizio molti sospettano che ci sia un errore.

Riportiamo questa frase tratta dal nostro sito: https://www.comitatonoallecave.com/la-storia/

“I piumazzesi vengono a sapere di quello che sta per accadere “in casa loro” soltanto il 29/5/2008, in occasione della conferenza organizzata all’Arci di Piumazzo da A.N.E.C. (Associazione Naturalisti Ecologi Castelfranco) e Italia Nostra, sezione di Modena, dal titolo “L’acqua, un bene prezioso. Fiumi e cave di ghiaia del nostro territorio. Quale compatibilità?”. 

Vediamo la sequenza dei passaggi che hanno portato a questo piano

Il 9/11/2005 Il Comune di Castelfranco Emilia approva l’accordo preliminare per aderire alla variante generale al Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE) della provincia di Modena, in questo modo il PIAE elaborato dalla provincia avrà valore di Piano Attività Estrattive (PAE) di Castelfranco, a Castelfranco cioè si scaveranno le quantità di inerti decise dal PIAE elaborato dalla provincia. Al PIAE aderiscono 18 comuni della provincia di Modena.

21/12/2006 Si conclude la Conferenza di Pianificazione, la conferenza esegue una prima valutazione della situazione attuale e dei fabbisogni di inerti, da questo momento parte l’elaborazione del PIAE

Il 26/11/2007 il consiglio comunale approva l’accordo territoriale con la provincia, in questo modo entra in vigore l’accordo preliminare approvato il 9/11/2005, altrettanto fanno gli altri comuni aderenti al PIAE questo dà l’avvio alla elaborazione del PIAE/PAE.

Il 25/06/2008 Il consiglio provinciale adotta il PIAE che ha valore di PAE per Castelfranco (è implicitamente adottato anche da noi), l’adozione è il primo passo amministrativo di un nuovo piano, l’iter si esaurisce con l’approvazione, una volta approvato il piano entra in vigore.

 

Nella prossima puntata vedremo cosa ci riservava il PAE adottato nel 2008.

 

12/09/2025


Seconda puntata

Vediamo cosa prevedeva il PAE di Castelfranco Emilia adottato Il 25/06/2008:

Si prevedeva di scavare fino a 15 metri di profondità, invece dei 10 metri del piano precedente, peraltro senza una spiegazione precisa, non è stato spiegato perché si possa scavare a -15 metri quando prima si riteneva di non poter andare oltre -10 metri, inoltre si parlava di un bacino d’irrigazione e un bacino per la ricarica delle acque di falda con tutti i rischi connessi, dopo aver tolto 15 metri di terra, ghiaia e sabbia a protezione delle falde.

Le attività di cava a Piumazzo sono iniziate prima del 1975, con la cava San Giacomo, teniamo conto che nel periodo 1996- 2009 erano stati scavati 897.065 mc, il nuovo piano prevedeva di scavare 5.450.000 di metri cubi, sei volte di più in un periodo più breve.

Per l’intera provincia erano previsti 23.550.000 mc più 6.670.002 residui, quantità previste nei piani precedenti e non ancora scavate per un totale di 30.220.002 mc da scavare in 10 anni.

Ma oltre a ghiaia e sabbia si scavano anche altri materiali, questo il quadro complessivo dei materiali che si prevedeva di scavare in dieci anni:

 

Sabbie e ghiaie

30.220.002

Materiale da cave di monte

4.142.664

Pietre da taglio

357.000

Argille per laterizi

3.834.852

Limi sabbiosi

3.608.213

Sabbie e argille per ceramiche

4.073.012

Totale

46.235.743

 

Questi 46.235.743 di metri cubi in 10 anni sono la quantità che era stata prevista come necessaria per la provincia di Modena, in base al principio n° 1 espresso nella Conferenza di pianificazione, convocata in vista della definizione del P.I.A.E. (Piano Infraregionale delle Attività Estrattive) nel giugno 2006: cioè, l’autosufficienza della provincia di Modena, in realtà nulla proibiva di vendere gli inerti scavati a Modena, fuori dalla provincia.

Le previsioni del fabbisogno di inerti erano in realtà, secondo noi, del tutto sovradimensionate, facciamo un esempio:

Si prevedeva la costruzione della nuova autostrada Cispadana (non ancora costruita), per cui si valutava un fabbisogno di 14.870.000 mc di inerti, di cui 6.450.000 di ghiaia e sabbia e 8.420.000 di terra.

Di questi, 12.350.000 mc erano previsti per il corpo stradale, il resto per opere accessorie.

I dati di progetto sono in questo sito: https://www.autostradaregionalecispadana.it/it/progetto/tracciato-/

Facciamo due conti: la lunghezza era prevista di 67 km, 2 corsie di 3,75 m e la corsia d’emergenza di 3 m per ogni senso di marcia, larghezza totale 21 metri, ipotizzando che ci sia un metro di terrapieno da ogni lato, totale 25 metri.
Ora dividendo 12.350.000 per la superficie totale si ottiene uno spessore di 7,4 metri di inerti, più dell’altezza di una casa di due piani.

La redazione del PIAE/PAE ha coinvolto una quarantina di tecnici ingegneri architetti, esperti ambientali, cartografi ecc. che hanno lavorato per mesi.

 

 

19/09/2025

 


Terza puntata

Dopo l’adozione del PAE (25/06/2008) era possibile fare delle osservazioni.

Il Comitato Piumazzese NO alle Cave ha presentato 9 osservazioni.
Altre osservazioni sono state presentate da numerosi enti, associazioni e privati cittadini, particolarmente numerose e circostanziate sono state le osservazioni del Comitato Tutela del territorio di Savignano.

Sintesi delle nostre osservazioni:

  1. Il PIAE/PAE è illegittimo perché non rispetta i vincoli di carattere ambientale relativo alla protezione delle acque di falda.
  2. Il PIAE/PAE è illegittimo perché non rispetta le norme relative alla destinazione dei terreni dopo le escavazioni. Ricordiamo che era previsto l’insediamento di un frantoio di ghiaia a 150 dalla prime case del paese, e la destinazione di una parte delle cave per un bacino d’irrigazione e un bacino per la ricarica delle acque di falda, dopo aver tolto 15 metri di terra, ghiaia e sabbia a protezione delle falde stesse.
  3. Frantoio, non si parla del consumo di acqua e inoltre è a 150 metri dalla prime case dell’abitato
  4. Impatto sulla viabilità: l’impatto per scavare e trasportare 5.450.000 mc in 10 anni è talmente elevato da far pensare che la stima dei consumi non sia per 10 anni ma per 20 o 30
  5. Osservazioni sugli impatti ambientali derivanti dalla attività estrattive.
  6. Osservazioni sulla quantificazione dei fabbisogni, secondo noi molto sovradimensionati.
  7. Osservazione sull’attività di recupero delle cave esistenti.
  8. Procedimento: si chiede l’integrazione del PIAE con una Valutazione Ambientale Strategica.
  9. Si chiede l’annullamento della adozione del PIAE/PAE

Riportiamo una frase dalle nostre osservazioni:

“Il PAE prevede l’estrazione di quantità annue che nella pratica risultano impossibili da gestire. Ergo la gestione possibile deve per forza prevedere l’estrazione di quantità necessariamente inferiori a quelle previste nel PAE. Se così è come in effetti è la realtà questo non è un piano di stima dei consumi decennali ma ventennali o addirittura trentennali e ciò è contrario alle norme di legge vigenti che prevedono piani decennali.“  

Siamo stati preveggenti, ad oggi a Piumazzo non è ancora stato scavato nulla del PAE 2009-2019 a riprova di quanto fosse sovradimensionato il PIAE provinciale, e consideriamo che di tutti poli estrattivi della provincia di Modena al polo 12 di Piumazzo era stata assegnata la parte maggiore dei 23.550.000 di mc previsti nel nuovo PIAE

 

 

26/09/2025


Quarta puntata

Riportiamo alcuni eventi dal nostro sito: https://www.comitatonoallecave.com/la-storia/

Il 9 luglio 2008 incappiamo, in modo del tutto casuale, in un volantino in cui l’allora Sindaco, Sergio Graziosi, assieme alla Giunta Comunale e a qualche tecnico, invitava i cittadini all’incontro pubblico sul tema: “Piano Attività Estrattive” (il PAE). Quella sera, venerdì 11 luglio 2008, in una sala dell’ARCI aperta al momento e con una temperatura di circa 40 gradi, c’erano 60/70 persone semplicemente perché qualche disgraziato la sera precedente aveva fatto 300 fotocopie di quel volantino e si era preoccupato di diffonderlo. Pensavamo che la data e la non pubblicità all’evento fossero scelte dettate dalla Vergogna o, più elegantemente, da un certo senso del Pudore per il fatto di dover venire a darci conferma di quelli che ingenuamente avevamo pensato potessero essere numeri così alti solo per errori di battitura ….

L’11/7/2008 l’amministrazione comunale di Castelfranco, all’Arci di Piumazzo, organizza il primo incontro pubblico per illustrare il Piano delle Attività Estrattive.

Il 28/7/2008 si costituisce il Comitato piumazzese “No alle Cave”, viene eletto presidente all’unanimità Enzo Rubbiani.

 

 Il 4/8/2008 il Comitato avvia, anche tra i cittadini di Castelfranco e dei Comuni limitrofi, una raccolta firme che si concluderà l’8/11/2008, con la consegna al sindaco Sergio Graziosi di un plico chiuso da un nastro rosa contenente 4.067 firme.

 

 

03/10/2025


Quinta puntata

 

Riportiamo ancora alcuni eventi dal nostro sito: https://www.comitatonoallecave.com/la-storia/

 

7/9/2008: a Piumazzo, il Comitato organizza una biciclettata di protesta. Partecipano in 400. In testa, su un’ape e megafono alla mano, c’è lo storico locale professore Giovanni Santunione.

 

Il 15/9/2008 l’amministrazione comunale organizza una seconda assemblea pubblica all’Arci di Piumazzo: clima da stadio, tra fischi e improperi. Sala stipata oltremisura. Presenti anche l’assessore provinciale Alberto Caldana e l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli.

 

10/10/2025


Sesta puntata

Sempre dal nostro sito: https://www.comitatonoallecave.com/la-storia/

 

Il 13/10/2008, all’ARCI di Piumazzo il Comitato organizza un altro incontro informativo. Partecipano oltre 300 persone.

 

2/3/2009: consiglio comunale sul PAE. Il Comitato “occupa” la sala consiliare con cartelli e striscioni. La discussione viene rinviata al 10 marzo.

 

17/10/2025


Settima puntata

Il 10/03/2009 dopo la sospensione del consiglio del 02/03/2009, dovuto ai cittadini che hanno “occupato” la sala consigliare, il consiglio comunale si riunisce al teatro DADA, sono presenti più di 400 cittadini, quelli che non sono riusciti ad entrare nel teatro, al completo, hanno ascoltato da un altoparlante nel piazzale del teatro. Incurante delle proteste dei cittadini il consiglio approva il PAE di Castelfranco Emilia con i soli voti della maggioranza.

Il 16/03/2009 il consiglio provinciale di Modena approva il PIAE della provincia di Modena.

Da questo momento il PAE di Castelfranco è in vigore

In seguito alle proteste dei cittadini il comune ha chiesto e ottenuto dalla provincia di:

-        Eliminare il frantoio, verrà assegnato al polo 9 di San Cesario, in realtà a distanza di 16 anni il frantoio non c’è ancora, è ancora in funzione un frantoio sulle rive del Panaro, che dicevano di voler eliminare per tutelare il fiume.

-        Ridurre il quantitativo scavabile da 5.450.000 metri cubi a 4.500.000 aumentando le fasce di rispetto dagli edifici, ma attenzione, nel PIAE provinciale approvato sono ancora previsti 5.450.000 mc

-        “Congelare” un milione di metri cubi che potranno essere scavati solo dopo una revisione dei fabbisogni.

-        Avere la possibilità di chiedere che i cavatori eseguano delle opere compensative PRIMA di iniziare lo scavo, verrà in seguito chiesto di costruire la rotatoria di via Salvetto, via Muzza Corona via Martiri Artioli, prima di iniziare le escavazioni.

 

Dopo queste riduzioni rimangono quantità esageratamente elevate. 

 

24/10/2025


Ottava puntata

Dal nostro sito: https://www.comitatonoallecave.com/la-storia/

7-8/3/2009: nella sede di Via Ugo Bassi, a Piumazzo, si raccolgono le sottoscrizioni per la costituzione della lista civica. Il 9 marzo viene registrato il marchio della Lista civica Frazioni e Castelfranco, la lista delle “tre spighe”.

18/3/2009: all’Arci di Piumazzo si svolge l’assemblea costituente della lista civica. Presidente: Luigi Balestri. Vice Presidenti: Gianni Monduzzi e Fausto Negrini.

17-18/4/2009: Festa della birra in piazza della Repubblica, a Piumazzo, organizzata dalla lista.

Luglio-agosto 2009: Comitato e Lista non vanno in vacanza. Procedono invece sulla via politica, legale e mediatica, con esposti e ricorsi, anche al TAR.

 

 

31/10/2025


Nona puntata

 

Settembre 2010

401 cittadini firmano una petizione per chiedere al comune di eseguire dei controlli della prima cava aperta a Piumazzo, cava San Giacomo, a lato di via Muzza Corona. La cava era stata utilizzata come discarica. Nella petizione si sosteneva che lo scavo era arrivato a 20 metri di profondità contro i 10 autorizzati, mentre le falde sono arrivate a 14 metri di profondità, quindi eventuali materiali indesiderati avrebbero potuto venire a contatto con l’acqua di falda.
Si chiedeva di eseguire controlli tramite carotaggi fino a 20 metri di profondità.

Il territorio di cava San Giacomo doveva diventare fruibile ai cittadini, cosa mai avvenuta.

Ci hanno risposto che non c’erano rischi e non era necessaria nessuna campagna di carotaggi,

Gennaio 2012 Ricorso al TAR di Bologna.

Viene avviato lo scavo di 29.000 metri cubi di ghiaia in Cava Rondine 2010, residui del PAE precedente. Secondo i nostri calcoli quella ghiaia è già stata scavata e perciò non sussiste il diritto ad estrarla.

Chiediamo che venga annullato il diritto alla escavazione e inoltre una sospensiva urgente delle escavazioni, la sospensiva non viene accettata, non ci sarà nessuna discussione nel merito, peraltro non più utile dopo che la ghiaia era già stata scavata.

 

07/11/2025


Decima puntata

NON solo cave

👉 Maggio 2012, terremoto nella bassa modenese, Il comitato, assieme alla lista civica frazioni e Castelfranco si attiva per una raccolta di materiali a favore dei terremotati e per trasportarli nei territori terremotati.

👉 Nel 2013 Il Comitato e la lista civica raccolgono nuovamente aiuti per le popolazioni sarde colpite dall’alluvione di Olbia il Comitato poi si fa portatore di tutto il materiale raccolto e lo consegna direttamente con 2 furgoni.

 

👉 Faremo altrettanto nel 2016 a seguito del terremoto di Amatrice. Il tutto a merito soprattutto dell’attivismo e dell’impegno dell’allora presidente del comitato Andrea Rovatti. 

14/11/2025


Undicesima puntata

Settembre 2012

👉 Serata in piazza con Valerio Massimo Manfredi noto scrittore e nostro concittadino e Luca Lombroso meteorologo.

👉 Continueremo la tradizione delle feste in piazza nel settembre di ogni anno, la tradizione si interrompe nell’anno del covid.

👉 Nel 2018 serata in piazza con i rappresentanti di tutti i comitati della zona in occasione del decennale della fondazione del comitato.

 

 

21/11/2025


Dodicesima puntata

 

 

28/11/2012 Il consiglio comunale di Castelfranco Emilia approva un ATTO DI INDIRIZZO per l’esercizio dell’attività estrattiva

Si prevede:

Prima fase: approfondimento vecchie cave più scavi su terreno vergine, 1.700.000 metri cubi, 4 anni per lo scavo più 1 anno per i ripristini

Seconda fase: Scavo su terreno vergine, 1.800.000 metri cubi, 4 anni per lo scavo più 1 anno per i ripristini

Terza fase: Solo dopo verifica dei fabbisogni, Scavo su terreno vergine, 1.000.000 di mc

L’immagine rappresenta l’altissima densità di poli estrattivi previsti nell’area compresa tra Piumazzo, Spilamberto, San Cesario, Savignano e Bazzano.

 

28/11/2025


Tredicesima puntata

Le cave devono pagare l’IMU

Il 27/09/2010 la Lista Civica Frazioni e Castelfranco presenta una mozione in consiglio comunale per chiedere che le aree destinate ad escavazione paghino l’ICI, in parallelo una mozione simile è stata presentata nel consiglio comunale di San Cesario dalla Lista Nuovo San Cesario.

Di nuovo il 16/02/2012 la Lista Civica Frazioni e Castelfranco presenta un’altra mozione che chiede che le cave paghino L’IMU.

L’esenzione dell’IMU fino ad allora concessa ai cavatori era una ingiustizia ed una indecenza, un terreno agricolo paga l’IMU, ma quando questo terreno veniva adibito a cava e produceva un reddito ben superiore a quello agricolo ne veniva esentato.

Il consiglio comunale ha approvato la nostra mozione, l’accatastamento però è stato fatto con una modalità che produce delle imposizioni risibili.

 

 

05/12/2025


Quattordicesima puntata

Aprile 2013 segnalazione / esposto per la presenza di acqua in cava, inviato a Comune, Provincia, Regione, Corpo forestale della Stato.

Nell’aprile 2013 L’allora presidente Andrea Rovatti nota una presenza persistente di acqua in alcune cave: Rondine, Meg, Era 2000, Piumazzo, Kiwi.

La cosa era difficilmente spiegabile perché:

-        le cave erano state autorizzate allo scavo alla stessa profondità di -10 metri (parliamo delle cave scavate secondo il vecchio Piano Attività Estrattive), eppure in una cava era presente acqua e in quella attigua no.

-        Dalle misure effettuate in un piezometro (un pozzo) a valle delle cave risultava una profondità di falda di 14,75 metri, inferiore alla profondità di scavo autorizzato di 10 metri.

-        L’acqua avrebbe dovuto filtrare nel terreno, infatti il fondo delle cave doveva essere drenante, perché doveva contenere ancora ghiaia, tanto che il nuovo PAE ha previsto un approfondimento dello scavo a -15 (a parte cava Kiwi nella quale è stata accertato uno scavo fino a -17 metri, in violazione dell’autorizzazione a -10 metri).

Ci rispondono che probabilmente è colpa del dilavamento degli arginelli che producono ristagni d’acqua, una risposta del tutto insoddisfacente.

Ancora nel marzo 2023 la Lista Civica Frazioni e Castelfranco presenta un’interrogazione relativa a ristagni di acqua in cava Rondine 2018, il problema permane.

 

12/12/2025


Quindicesima puntata

👉 Il 31/07/2013 Il consiglio comunale di Castelfranco Emilia approva una Bozza di accordo per lo svolgimento dell’attività estrattiva.

👉 Il comune chiede 1,05 €/mc come onere di escavazione che si somma ai 0,7 €/mc chiesti dalla regione.

📍 A questo punto i cavatori possono chiedere di firmare un accordo pubblico/privato con il comune in base alla bozza di accordo approvata dal consiglio comunale, e presentare la documentazione necessaria per avviare le escavazioni.

🛑 Nessuno dei cavatori aderisce, fino a quando, come vedremo in una prossima puntata, il consiglio comunale approverà una nuova bozza di accordo che RIDUCE gli oneri di escavazione.

L’immagine rappresenta la profondità cui si trova lo strato di ghiaia nel nostro territorio.           

 

19/12/2025


Sedicesima puntata

👉 22/12/2016 Il consiglio comunale di Castelfranco Emilia approva un NUOVO atto di indirizzo per l’esercizio dell’attività estrattiva, che sostituisce quello approvato il 28/11/2012.

Si prevede:

📌 Prima fase: approfondimento vecchie cave più scavi su terreno vergine, 1.517.034 mc, 4 anni per lo scavo più 1 anno per i ripristini.

📌 Seconda fase A: Scavo su terreno vergine, 1.382.966 mc, 4 anni per lo scavo più 1 anno per i ripristini.
📌 Seconda fase B: Scavo su terreno vergine, 600.000 mc che si dice verranno stralciati e non autorizzati alo scavo.
📌 Terza fase: Solo dopo verifica dei fabbisogni, Scavo su terreno vergine, 1.000.000 di mc.

Se le promesse saranno mantenute si scaveranno “solo” 2.900.000 mc che è comunque sempre una quantità enorme.

🛑 Bisogna notare che la riduzione della prima fase da 1.700.000 a 1.517.034 non è dovuta ad una scelta del comune, ma dal fatto che un privato ha rinunciato a far scavare i propri terreni e inoltre una delle cave, cava Kiwi, è stata esclusa dall’approfondimento da -10 a -15 metri per inadempimento, su una parte del terreno era stato fatto uno scavo a -17 metri contro i -10 autorizzati.

L’immagine rappresenta la vulnerabilità delle acque di falda nella zona cave (fonte PTCP provinciale 2009).

 

03/01/2026


Diciassettesima puntata

👉 22/12/2016 Il consiglio comunale di Castelfranco Emilia approva una NUOVA Bozza di accordo per lo svolgimento dell’attività estrattiva

📌 L’onere di escavazione viene diminuito, diventa 0,9 €/mc contro i 1,05 €/mc che si chiedevano nel 2013.

L’onere chiesto dal comune serve per “le opere di compensazione territoriale delle Collettività interessate dall’ escavazione (realizzazione di infrastrutture, dotazioni ecologiche ed ambientali per la mobilità, etc..).” Non una sola riga di spiegazione è stata fornita per giustificare questa minore richiesta fatta ai cavatori.

📌 Si dice anche che se la regione dovesse aumentare la propria quota oggi di 0,7 €/mc il comune diminuirebbe la propria della stessa quantità. Ancora peggio, non è prevista alcuna rivalutazione di queste cifre con l’inflazione, i cavatori hanno la garanzia che non pagheranno un euro in più.

🛑 Oltretutto è previsto da una legge regionale, che se i cavatori comunicano quali camion verranno usati per i trasporti e quali ditte se ne occuperanno, avranno uno sconto del 10% sugli oneri, si compensa quello che dovrebbe essere un preciso DOVERE da parte dei cavatori.

🛑 Vale la pena di raccontare un episodio. Nella bozza di accordo presentata per la discussione in commissione, prima dell’approvazione in Consiglio Comunale, l’onere chiesto dal comune era di 0,8 €/mc con un ulteriore risparmio per i cavatori di 150.000 € sulla prima fase di escavazione.
Quando è stato fatto rilevare (merito della consigliera Santunione sempre attenta), l’assessore Bertoncelli ha detto che si è trattato di un errore e ci ha ringraziati per averglielo segnalato. Non facciamo commenti.

‼️ Da questo momento i cavatori possono chiedere di firmare un accordo pubblico/privato con il comune in base alla bozza di accordo e successivamente presentare la documentazione per ottenere l’autorizzazione alla escavazione, cioè la Procedura di V.I.A.  Valutazione Impatto Ambientale.

 

09/01/2026


Diciottesima puntata

Dopo che la maggioranza PD in consiglio comunale ha approvato una bozza di accordo che RIDUCEVA gli oneri di escavazione a carico dei cavatori

👉 Il 06/07/2017 cavatori, proprietari dei terreni e un rappresentante del comune firmano l’accordo di fase 1 sulla base della bozza approvata in consiglio comunale.

🛑 A questo punto i cavatori iniziano a presentare la documentazione per ottenere l’autorizzazione a scavare.

‼️ La piantina rappresenta le cave per le quali è stata chiesta l’autorizzazione per quel che riguarda la “Fase 1” di escavazione del Piano Attività Estrattive (PAE) per 1.516.417 di metri cubi. Due cave sono su terreni già scavati in precedenza che vengono ulteriormente approfondite, dai 10 metri previsti nel piano precedente, adesso permettono di scavare fino a 15 metri.

Tre cave sono su terreni vergini, mai scavati, quelli ad est di via Ghiarata, arriveranno a 15 metri di profondità.

🛑 Le cave su terreno vergine coprono un’area di circa 29 ettari di fertile terreno agricolo che verranno devastati per sempre.

 

 

16/01/2026


Diciannovesima puntata

 

 

(Approfondimento/ terreno Vergine

Presentazione richiesta autorizzazione

Volume ghiaia (m3)

Terra + ghiaia scavati (m3)

Data autorizzazione allo scavo

Superficie (ettari)

Rondine 2018

A

 12/11/2018

78.234

139.040

20/05/2019

6,5

Ghiarata 1

V

 12/11/2018

559.033

850.496

20/05/2019

12,3

SG1

V

 09/09/2019

530.080

893.477

08/06/2020

12,6

Era 2000

A

 30/12/2019

128.860

244.351

03/09/2020

7,8

Forcaia D1

V

 24/08/2020

220.210

422.951

22/12/2021

3,8

Totale

 

 

1.516.417

2.550.314

 

42,9

 

👿 Dopo la brutta notizia che gli scavi di ghiaia a Piumazzo sono imminenti, continuiamo la pubblicazione della storia a puntate.

👉 Ogni volta che i cavatori presentavano la loro documentazione per ottenere l’autorizzazione a scavare è stato possibile inviare delle osservazioni.

👉 Sia il Comitato Piumazzese NO alle Cave che la Lista Civica Frazioni e Castelfranco hanno presentato ogni volta le loro osservazioni.

👉 Un totale di 71 osservazioni riguardanti l’impatto del Traffico di camion, le modalità e frequenza dei controlli, l’impatto sull’ambiente, sulle acque di falda, l’impatto sull’aria, l’impatto sulla salute ecc. Tra le altre cose ci opponiamo al percorso che, si prevede faranno i camion, passando sul terreno “congelato” andando così a deturpare un terreno che non dovrebbe essere soggetto ad escavazione.

🛑 Le nostre osservazioni “naturalmente” sono state respinte.

🛑 La tabella riassume date e quantità da scavare, come si vede sono già tutte autorizzate.

 

‼️ Ottenuta l’autorizzazione, prima di iniziare a scavare, dovevano costruire la rotatoria di via Salvetto, via Muzza Corona, via Martiri Artioli, che hanno iniziato a costruire in questi giorni, segno che l’inizio degli scavi è vicina.
                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                                                                                      23/01/2026


Ventesima puntata

Quanti sono il milione e mezzo di metri cubi metri cubi di ghiaia della fase 1 autorizzati che si apprestano a scavare?

👉 Per spiegarlo riprendiamo una pubblicazione di qualche anno fa.
Per farcene un’idea immaginiamo di caricare questa ghiaia su tanti camion e di metterli tutti in fila, quanto sarebbe lunga questa fila?

Potremmo riempire l’autostrada da Milano a Reggio Calabria.

Facciamo un po’ di conti:
📌 si calcola che il materiale estratto contenga il 15% di limi di scarto oltre alla ghiaia “pulita”: 1.500.000 / (1 – 0,15) = 1.764.706 di ghiaia + scarto
📌 Ogni camion trasporta 14 metri cubi di ghiaia (questi numeri li abbiamo letti sui documenti dei cavatori): 1.764.706 / 14 = 126.050 camion
📌 se un camion è lungo 10 metri: 126.050 x 10 = 1.260.504 metri pari a circa 1.261 chilometri

‼️ La distanza Milano – Reggio Calabria rilevata su Google è di 1.246 chilometri

E parliamo solo della prima fase di escavazione, se aggiungiamo le escavazioni di fase 2 che il comune potrebbe autorizzare dopo la fase 1, arriviamo a 2.900.000 metri cubi, potremmo fare Milano – Reggio Calabria andata e ritorno.

🛑 Provate ad immaginare tutta l’autostrada Milano – Reggio Calabria piena di camion carichi di ghiaia appiccicati uno all’altro, un’immagine impressionante.

 

30/01/2026


Ventunesima puntata

Revisione del PIAE/PAE
Le Norme Tecniche di Attuazione del PIAE/PAE prevedono una REVISIONE PERIODICA DEI FABBISOGNI DI INERTI

👉 Revisione al terzo anno (2012) per:

📌 rilevare l'andamento dei fabbisogni dei materiali e delle quantità di materiale autorizzato.

📌 presidiare le fasi dei ripristini attraverso una puntuale attività di controllo, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali e gli enti competenti in materia;

📌 accertare il corretto dimensionamento dei volumi degli inerti estraibili in funzione del soddisfacimento dei fabbisogni previsti, con particolare attenzione ai progetti infrastrutturali che giungano alla fase della realizzazione o che vengano inclusi nei programmi triennali.

👉 Revisione analoga al quinto anno (2014)

👉 Revisione generale al decimo anno (2019), obbligo previsto anche dalla legge regionale 17/ 1991 che prevede anche che l’iter della revisione inizi due anni prima (2017).

‼️ NULLA di questo è stato fatto.

🛑 Non solo, allo scadere del quinto anno la Lista Civica Frazioni e Castelfranco ha presentato un ordine del giorno discusso il 23/10/2014 affinché sindaco e giunta si attivassero per far rispettare questo impegno, la maggioranza PD ha votato NO. C’era un obbligo sottoscritto dal consiglio provinciale e da tutti i consigli comunali dei 18 comuni aderenti al PIAE, l’obbligo non è stato rispettato.
Chiediamo a sindaco e giunta di mobilitarsi per farlo rispettare, i consiglieri PD votano no, un fatto surreale. Dunque che valore hanno le decine di norme, direttive, prescrizioni che vota ogni anno un consiglio comunale?

 

🛑 L’immagine rappresenta il l’area del Piano Attività Estrattive (PAE). Il sindaco dice che dopo la fase 1 non si scaverà più, ma nonostante le promesse la superficie del PAE non è cambiata. Chiediamo che tutte le aree non ancora autorizzate (fase 1) vengano eliminate dal piano.

                                                                                                                                                                                                06/02/2026


Ventiduesima puntata

👉 Giugno 2013 Seconda biciclettata attorno alle vecchie cave e attorno ai confini del Polo 12 California, del Nuovo PIAE. Silvia Santunione e Mauro Tabellini illustrano i dati e il territorio che cambierà per sempre, come fece Gianni Santunione nel 2008.

👉 13/11/2014 Viene discussa in consiglio comunale una mozione della Lista Civica Frazioni e Castelfranco che chiede che in tutte le cave già scavate vengano fatti monitoraggi tramite carotaggi continui. Nell'unica cava sottoposta a controlli era stato scoperto uno scavo a -17 metri contro i -10 autorizzati. Riteniamo che prima che un soggetto possa ottenere una nuova autorizzazione si debba verificare la sua aderenza alle norme e alle regole d'altronde come riportato dall’art. 27 comma 6 delle norme tecniche attuative del PIAE/PAE non è possibile rilasciare autorizzazioni a soggetti inadempienti rispetto ai precedenti accordi / convenzioni / autorizzazioni in materia di attività estrattive nei confronti della medesima amministrazione comunale.

 

🛑 La maggiorana PD ha respinto la mozione.

 

 

13/02/2026


Ventitreesima puntata

Dove passano i camion?

Riportiamo una piantina con i percorsi pensati per i camion provenienti dalle nuove cave su terreno vergine, a est di via Ghiarata.
👉 Inizialmente era stato previsto il percorso 1, ai bordi di una cava già scavata con un attraversamento a raso di via Ghiarata.
Al momento in cui sono state date le autorizzazioni allo scavo però il proprietario dei terreni su cui passa il percorso 1 non aveva dato il permesso al passaggio.

🟠 La giunta comunale ha perciò autorizzato, nel caso i cavatori non riescano a raggiungere un accordo, percorsi alternativi che sono stati poi individuati nei percorsi 2 e 3.
Peccato che:
📌Il percorso 3 sia esplicitamente vietato dalla Bozza di Accordo approvata in consiglio comunale il 22/12/2016 (coi soli voti del PD) e dall’accordo di fase 1 tra cavatori, comune e proprietari dei terreni firmato, davanti al notaio il 06/07/2017.
Infatti in quei documenti, per quel che riguarda la viabilità, si intima di:
‼️  “non utilizzare le aree non interessate dal presente accordo;” per cui non si può passare dall’area di Fase 2 che non è oggetto dell’accordo e tantomeno nell’area “congelata” che non dovrebbe mai essere scavata.
📌Anche il percorso 2 è esplicitamente vietato dall’accordo di fase 1 tra cavatori, comune e proprietari dei terreni firmato davanti al notaio il 06/07/2017, oltre che da uno studio sulla viabilità de 2012 che dice che la larghezza della carreggiata di via Ghiarata non è adatta al passaggio dei camion.

👿 La giunta non può ribaltare una decisione del consiglio comunale, l’hanno fatto ugualmente.

 

A oggi non sappiamo dove passeranno esattamente i camion.

 

20/02/2026


Ventiquattresima puntata

 

🔶 Come abbiamo scritto nella puntata precedente la giunta comunale ha concesso dei percorsi per i camion che sono in contrasto con quanto deciso dal consiglio comunale.

 ❗ Secondo noi non poteva farlo, perché il consiglio comunale è un ente sovraordinato rispetto alla giunta, e non ne può ribaltare le decisioni, perciò:

 👉 Nel Marzo 2022 rivolgiamo un reclamo al DIFENSORE CIVICO PROVINCIALE.

Chiediamo al difensore civico di segnalare al comune “la disfunzione” nel comportamento della giunta comunale.

 🛑 Il 10/05/2023 Dopo lunghe vicissitudini il difensore Civico respinge il nostro reclamo.

(immagine generata con l’intelligenza artificiale)

 

 

27/02/2026


Venticinquesima puntata

🔶 In aprile 2022 abbiamo installato una centralina per la misurazione delle polveri sottili, fa parte di “Che Aria Tira”, una rete privata nata in Toscana, fatta di centraline per il monitoraggio delle polveri sottili PM 10 e PM 2.5.

La nostra centralina si chiama Irma, è in località California, in zona cave.
Vedremo cosa cambierà quando inizieranno a scavare.
Avremo a disposizione un nostro strumento per il monitoraggio della qualità dell'aria per quel che riguarda le polveri sottili.

https://www.cheariatira.it/

🔶 Il grafico mostra l’andamento delle polveri PM10 e PM2,5 negli ultimi 5 mesi.

❗❗ La soglia di sicurezza stabilita dall’OMS è di 25 μm/mc per i PM2.5 e di 50 μm/mc per i PM10.

👉 Su 149 giorni ci sono stati 59 giorni in cui è stata superata la soglia di sicurezza per almeno uno dei 2 valori, 4 giorni ogni 10.

👉 Per 17 volte un valore ha superato il doppio della soglia di sicurezza

👉 Per 7 volte un valore ha superato il triplo della soglia di sicurezza.

👿 A questa già grave situazione si aggiungeranno le polveri prodotte dal movimento terra, carico del camion, gas di scarico ecc.

Non ne sentiamo il bisogno.

 

 

06/03/2026


Ventiseiesima puntata

🔶 Settembre 2021 Terza biciclettata in zona cave, l’illustrazione della situazione del futuro che ci aspetta è fatta dal presidente Claudio Carini.

🔶 Settembre 2023 la Lista Civica Frazioni e Castelfranco presenta una mozione in cui chiede che l’onere di escavazione venga rivalutato ogni anno, a partire dall’anno 2016 in cui è stato definito, sulla base del tasso di inflazione ufficiale.

👿 La mozione è stata dichiarata NON AMMISSIBILE e quindi non è stata nemmeno discussa in consiglio comunale, perché la rivalutazione non era prevista nell’accordo pubblico/privato firmato il 06/07/2017 tra cavatori, proprietari dei terreni e un rappresentante del comune, e non si può modificare, perciò il comune NON PUÒ aumentare gli oneri richiesti ai cavatori

👉 È qui che scopriamo che gli oneri di escavazione non si possono modificare nemmeno per adeguarli all’inflazione, l’aumento dei prezzi che colpisce i comuni cittadini, per i cavatori non esiste.

❗❗ Non è una dimenticanza, è una PRECISA SCELTA POLITICA, basti notare che, per quel che riguarda le fidejussioni chieste ai cavatori a garanzia dei lavori di ripristino a fine escavazione, la rivalutazione è prevista, infatti si dice "il valore della fideiussione deve essere annualmente aggiornato, applicando il 100% (cento per cento) dell’incremento del costo delle costruzioni definito dalla Camera di Commercio."

Ricordiamo che nel 2016 gli oneri erano già stati ridotti a 0,9 €/ m3 rispetto ai 1,05 €/m3 stabiliti nel 2013.

 

 

13/03/2026


Ventisettesima puntata

 

👉 Il 12/03/2025 è stata discussa un’interpellanza in consiglio comunale in cui la Lista Civica Frazioni e Castelfranco chiede se è finalmente in corso la revisione del PIAE, a che punto è questa revisione, cosa intende fare il comune perché questa revisione avvenga.

🔶 Il sindaco ha detto che ad oggi NON C’È NESSUNA REVISIONE IN CORSO, non solo dalla risposta del sindaco abbiamo capito che il comune di Castelfranco come gli altri 17 comuni che hanno aderito al PIAE non saranno parte attiva nella revisione del piano.

🛑 Dovremo attendere che qualcuno ci comunichi cosa succederà in futuro al nostro territorio.

 

L’immagine è l’elaborazione di una mappa della regione che indica i terreni scavati a cava o miniera, si vede quanto è già stato devastato il territorio, si aggiungeranno le nuove cave.

20/03/2026


Ventottesima puntata

📌Il 10/05/2019 la giunta approva una delibera in cui dice che sospende l’attuazione della fase 2 di escavazione di 1.400.000 mc successiva alla fase 1 già autorizzata di 1.500.000 mc, fino a quando verrà fatta una revisione generale del PIAE 2009 da parte della Provincia di Modena

📌 I cavatori fanno immediatamente ricorso al TAR.

👉 Il comune MANTIENE IL SEGRETO sul ricorso dei cavatori, non lo comunica né alla popolazione né ai consiglieri comunali, anzi, il PD in campagna elettorale USA LA DELIBERA di giunta per dimostrare che arginerà lo scempio delle cave a Piumazzzo.

🛑 Il 5 settembre 2025 apprendiamo dalla stampa la notizia che il TAR ha annullato la delibera della giunta comunale, inoltre apprendiamo che il comune NON SI È COSTITUITO IN GIUDIZIO, cioè non ha difeso la propria delibera.

🛑 È gravissimo che l’amministrazione comunale abbia tenuto nascosto una notizia importante ai cittadini e che non abbia difeso la propria scelta, evidentemente si è reso conto che era scritta così male da non essere difendibile.

 

La foto rappresenta cava Rondine 2018 già scavata a 10 metri di profondità che verrà ulteriormente approfondita

27/03/2026


Ventinovesima puntata

🛑 Scrivono le regole e non le rispettano

Facciamo un elenco delle leggi/prescrizioni NON rispettate:

👉 (1) Revisione dei fabbisogni al terzo anno (2012) obbligo previsto dal PIAE/PAE per

📌rilevare l'andamento dei fabbisogni dei materiali e delle quantità di materiale autorizzato.

📌presidiare le fasi dei ripristini attraverso una puntuale attività di controllo, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali e gli enti competenti in materia;

📌 accertare il corretto dimensionamento dei volumi degli inerti estraibili in funzione del soddisfacimento dei fabbisogni previsti, con particolare attenzione ai progetti infrastrutturali che giungano alla fase della realizzazione o che vengano inclusi nei programmi triennali.

👉 (2) Revisione dei fabbisogni al quinto anno (2014) obbligo previsto dal PIAE/PAE

👉 (3) Revisione generale dei fabbisogni al decimo anno (2019), obbligo previsto dal PIAE/PAE e previsto anche dalla legge regionale 17/ 1991

👉 (4) Durata della pianificazione: La legge prevede una pianificazione delle attività estrattive della durata di 10 anni, (tanto da richiedere una revisione generale al decimo anno, come scritto nel punto precedente) Il PIAE/PAE 2019 ha infatti una durata prevista di 10 anni (ed essendo scaduto nel 2019 secondo noi non è più in vigore).

👉 (5) Per tre cave l’autorizzazione è stata richiesta DOPO che erano trascorsi più di 10 anni dall’approvazione del PIAE/PAE, a piano scaduto e, secondo noi, non più in vigore, ma le autorizzazioni sono state rilasciate ugualmente.
Tutte le autorizzazioni per le 5 cave sono arrivate a piano scaduto.

In realtà le escavazioni a Piumazzo non sono ancora iniziate, ma purtroppo inizieranno a breve, quando i cavatori avranno completato la rotatoria di Ponte Rosso.

La fase 1 già autorizzata ha una durata prevista di 5 anni, poi se dovesse essere autorizzata la fase 2 (il sindaco dice che non verrà autorizzata, ma è ancora nel piano) ci sarebbero altri 5 anni di scavi.

👿 Questo significa che il PIAE/PAE 2009 che secondo la legge doveva durare 10 anni potrebbe durare 30 anni.

👉 (6) Nella fase 1 autorizzata è stata inserita una superficie che, secondo il PAE approvato nel 2009 doveva essere scavata nella seconda fase di escavazione, un’altra violazione del piano.

Nell’immagine la superficie tratteggiata rappresenta l’area che è stata autorizzata nella fase 1 ma che doveva essere scavata successivamente.

 

 

03/04/2026


Trentesima puntata

Siamo giunti all’ultima di 30 puntate sulle cave a Piumazzo e sull’attività di informazione, controllo e contrasto da parte del nostro comitato.

👉 Abbiamo illustrato i momenti salienti di una storia che dura da almeno 17 anni.
Gli scavi, che dovevano concludersi nel 2019 da noi stanno per cominciare adesso, dopo il completamento della rotatoria di Ponte Rosso.

👉 Questo a riprova di quanto sostenevamo già nel 2008, come abbiamo riportato nella terza puntata: “Il PAE prevede l’estrazione di quantità annue che nella pratica risultano impossibili da gestire. Ergo la gestione possibile deve per forza prevedere l’estrazione di quantità necessariamente inferiori a quelle previste nel PAE. Se così è come in effetti è la realtà questo non è un piano di stima dei consumi decennali ma ventennali o addirittura trentennali e ciò è contrario alle norme di legge vigenti che prevedono piani decennali. “ 

👉 Se non sbagliamo, siamo l’ultimo dei 18 comuni che hanno aderito al PIAE 2009-2019 in cui iniziano gli scavi, probabilmente pensavano che l’indignazione dei cittadini si esaurisse nel tempo.

🛑 Non è accaduto, e da parte nostra garantiamo che continueremo a batterci per il territorio in cui siamo nati e viviamo e non smetteremo mai di “rompere le scatole” finché tutto questo non verrà fermato.

 

 

10/04/2026




Per sempre amici......


Ciao Gigi, grazie e ancora grazie amico caro.....


CHI LOTTA PUO' PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO.......(Guevara)

Ciao amico Bustelli, chissà se riusciremo ancora a percorrere tutti insieme le strade delle nostre campagne, le vie della nostra terra... come quando quel giorno, ci guidavi per farci vedere quanto è bella e importante...e quanto è importante difenderla da chi la vuole distruggere...

E’ difficile pensare che persone che popolano questa bellissima terra e che dipendano da essa, riescono a sacrificarla con delle manovre politiche capaci di distruggere senza riguardo e sentimento, senza rispetto della popolazione che la abita …



CON UN VOTO CORAGGIOSO TUTTO SI SAREBBE FERMATO, E SAREBBE RIMASTO SOLO UN BEL RICORDO O UN BEL FUMETTO...




UN PENSIERO...!

Piumazzo è un paese tranquillo e laborioso.Il suo unico bene è la terra,fertile e bella. Viviamo tempi difficili per l’agricoltura, ma non difficilissimi: la terra è sempre fedele.

Ma abbiamo anche l’oro grigio, la ghiaia,che sta sotto la terra: è lei che la drena e rende buono il terreno e ricche d’acqua le falde. La sensibilità odierna, non equilibrata, vuole salvare i fiumi, allontanandovi le cave, ma non pensa a salvare le campagne.

Domani si pentiranno, ma sarà troppo tardi. La nostra terra sarà morta per sempre, non più coltivata, buona non si sa per cosa.

La terra non è una merce come le altre, richiede un particolare rispetto, perché ha in sé qualcosa di sacro.

Il progetto estrattivo approvato dagli organi competenti va bene per aree depresse e in abbandono. A noi non sembra di essere così.

don Remo Resca

 


I CAVATORI SONO ANCHE SPONSOR DEGLI EVENTI

La Granulati Donini s.p.a. , rimane una delle piu importanti e imponenti società di scavo che lavora nella nostra Provincia......chissà perché compare nel tabellone principale della festa del PD, anno 2009...?